Come è noto, lo scoutismo nasce in
Inghilterra agli inizi del ventesimo secolo. nel giro di
pochissimo tempo il movimento scout travalica i confini
dell'Impero Britannico, per il quale era stato inizialmente
concepito, e si diffonde in tutto il mondo.
Giunge così anche
in paesi di antica tradizione cattolica dove, accanto ad
iniziative scouts di natura aconfessionale o pluriconfessionale,
sorgono iniziative scouts dichiaratamente cattoliche. È in
particolare il caso del Belgio, dell'Italia, della Francia.
Possiamo
considerare a buon titolo come fondatori dello scautismo
cattolico il padre Jacques Sevin, francese, il prof. Jean
Corbisier, belga, il conte Mario di Carpegna, italiano,
promotori rispettivamente delle associazioni cattoliche degli
"Scouts de France", dei "Baden Powell Belgian Boy Scouts",
dell'"Associazione Scautistica Cattolica Italiana" (A.S.C.I.).
Dal loro impegno nasce anche l'"Office International des
Scouts Catholiques", con l'obiettivo di costituire un punto
di riferimento per tutti gli scouts cattolici.
Sevin, Corbisier
e Carpegna riescono a trasporre, senza alterarlo, negli ambienti
cattolici delle loro nazioni un metodo educativo nato in un
contesto anglosassone e protestante. Baden Powell diceva: "Il
nostro programma mira verso quattro scopi: l'educazione del
carattere, l'abilità manuale, la salute fisica, il servizio
degli altri". I fondatori dello scautismo cattolico rendono
più esplicito un quinto scopo: "la formazione cristiana".
I loro tentativi
di una più stretta intesa e fraternità fra tutti gli scouts
cattolici, si infrangono però contro gli avvenimenti di quegli
anni e la nascita dei regimi autoritari e delle dittature che
vietano lo scautismo, o ne limitano di molto la libertà.
L'inizio della F.S.E.
A distanza di anni, nel periodo in cui, all'indomani della
Seconda Guerra Mondiale, si cerca di ricostruire il tessuto
educativo popolare, le proposte dei fondatori dello scautismo
cattolico vengono riprese da nuovi iniziatori. Dapprima questo
avviene su una base ecumenica, in un secondo tempo l'iniziativa
si evolve in una federazione più dichiaratamente cattolica.
Il 1 novembre
1956 a Colonia, in Germania, si incontrano una cinquantina di
giovani capi tedeschi e alcuni capi francesi, fra di essi vi
sono cattolici, evangelici, ortodossi. Da questo loro incontro
prende vita la "Federazione dello Scoutismo Europeo".
Alcuni di questi
capi hanno fatto parte degli "Europa-Scouts",
un'organizzazione scout nata tre anni prima in Austria, ma ne
sono usciti perché delusi da una organizzazione senza una chiara
caratterizzazione religiosa e che non tiene in nessun conto le
realtà nazionali.
Alla fine di tre
giorni di dibattito, a Colonia viene redatto un documento in
dieci articoli: lo Statuto Federale. Il primo articolo dice:
"Viene fondata, con il nome di "FEDERAZIONE DELLO SCOUTISMO
EUROPEO", una associazione scout internazionale, composta di
sezioni nazionali e il cui scopo è di praticare lo scautismo di
Baden-Powell, nel quadro dell'ideale europeo, interpretato su
basi cristiane e che postula l'idea di un'Europa unita".
La Federazione
adotta, come emblema ufficiale per tutte le associazioni, una
croce di Malta ad otto punte caricata da un giglio d'oro. Non è
una scelta casuale dato che viene effettuata proprio nel giorno
di Tutti i Santi, giorno nel quale la Chiesa proclama
solennemente a tutta la terra le otto Beatitudini, simboleggiate
per la F.S.E. proprio dalle otto punte della croce del suo
emblema.
Da quel 1
novembre 1956 inizia un appuntamento annuale, denominato
Consiglio Federale, appuntamento che è continuato
ininterrottamente fino ad oggi. Nel Consiglio Federale dell'anno
seguente viene redatto un secondo testo chiamato "Direttorio
Religioso", che sviluppa il primo articolo dello Statuto
Federale e che fissa le regole della vita religiosa nelle Unità.
Il Direttorio
Religioso del 1957, all'articolo 1 dice: "L'organizzazione
fondata con il nome di FEDERAZIONE DELLO SCAUTISMO EUROPEO
riconosce il pieno valore della fede cristiana e fonda l'insieme
delle sue azioni e delle sue decisioni secondo le regole di
questa fede".
Il testo prosegue
poi dicendo: "Il primo dovere dei Capi è di favorire la vita
spirituale degli educandi e di vigilare che essi partecipino ai
riti religiosi secondo le regole di ciascuna confessione". "I
capi faranno attenzione che non si verifichi nessuna mescolanza
intempestiva con il pretesto dell'unità: ciascuno deve vivere
pienamente e totalmente nella fedeltà alla propria Chiesa,
rendendo così una vera e sincera testimonianza della fede
professata."
E ancora:
"Venga sempre testimoniato un gran rispetto e una grande fiducia
verso i ministri di culto. Al campo e nella vita delle Unità si
cerchi di facilitare al massimo il loro ministero. Che i ragazzi
e le ragazze siano incoraggiati a ricorrere a loro nelle proprie
difficoltà spirituali e morali."
Queste righe sono
state scritte, molto prima del Concilio Vaticano II, da giovani
capi i quali, trent'anni prima dell'esortazione apostolica di
Giovanni Paolo II "Christifideles Laici" (30 dicembre
1988), avevano già coscienza della collocazione e del ruolo dei
laici nella Chiesa. Sapevano che la legittimità di quanto
facevano proveniva dal loro stato di battezzati e di cittadini e
dalle famiglie che affidavano loro i figli.
Questo Direttorio
Religioso del 1957 ammette però la possibilità di Unità Scouts,
dette "aperte", quando raggruppano giovani di confessioni
differenti. Tuttavia ci si accorge presto che la formazione
religiosa dei ragazzi è incompatibile con l'idea stessa di Unità
Scouts "aperte" e quindi anche lo scautismo praticato da
questi Gruppi è ad un basso livello, cosa questa che causerà la
sparizione della maggior parte di essi in pochi anni. Questo
elemento religioso costituirà anche motivo di difficoltà con
l'associazione inglese e successivamente con quella olandese, le
quali rifiutano una connotazione religiosa dei loro Gruppi e
delle loro Unità. Di conseguenza, dopo diversi tentativi da
parte della Federazione per ricondurle sulle linee comuni,
questa si è vista costretta ad escluderle.
Lo spirito dei promotori
Un testo di presentazione del movimento, scritto nel 1960, può
aiutare a comprendere meglio lo spirito di questi giovani capi.
"Alcuni
ragazzi e alcune ragazze si sono detti che era impossibile
ricominciare ogni 20 anni a battersi gli uni contro gli altri,
mentre milioni di orfani aspettano il loro turno per partire per
una nuova guerra... Di fronte ai mucchi di cadaveri spinti dalle
ruspe, alle città rase al suolo, ai bambini bruciati dal napalm,
... qualche cosa si è ribellato in noi ed ha detto: "Basta!"...
Ci siamo impegnati con tutte le nostre forze in questa battaglia
contro coloro che vogliono seminare in noi la diffidenza e
l'odio... Solo con il nostro sorriso, con le mani aperte e il
poco che possediamo, un cuore di esseri umani liberi e leali,
siamo andati verso gli altri, accettando la stessa croce rossa
caricata da un giglio d'oro (...). Riformati, ortodossi,
cattolici, abbiamo voluto solo ricordarci di Cristo che è morto
per tutti. Abbiamo voluto soltanto vedere negli altri il
cristiano, l'uomo che Dio ama".
Questi giovani
capi hanno anche l'ardire di aggiungere una importante novità
nel testo della Promessa: la fedeltà all'Europa. Trent'anni
prima che l'Unione Europea ne adottasse la bandiera, il simbolo
con le dodici stelle d'oro sventolerà sui campi della F.S.E.,
perché i primi Guide e Scouts d'Europa vedono in essa anche un
simbolo cristiano.
Nel novembre
1956, unitamente alla nascita della Federazione, prende vita, in
maniera formale, l'associazione tedesca della F.S.E., mentre i
capi francesi registrano ufficialmente la loro associazione solo
nel 1958. Nel 1959 viene creata un'associazione F.S.E. in
Inghilterra e nel 1960 nasce l'associazione belga.
La nascita dei testi di base
Nel 1962 entrano a far parte dell'associazione francese della
F.S.E. i coniugi Perig et Lizig Géraud-Keraod, i quali nel giro
di pochi anni sapranno imprimere al movimento un suo spirito
specifico e un vivace dinamismo, in poche parole un'anima.
Commissari Generali dell'associazione francese per quasi un
quarto di secolo e responsabili della F.S.E. anche a livello
europeo, grazie alla loro azione la Federazione, nonostante
diverse difficoltà esterne, avrà un notevole sviluppo in Francia
e in tutta Europa. Quando, nel 1986, i coniugi Géraud-Keraod
lasceranno i loro incarichi, la F.S.E. conterà più di 50.000
soci. Queste considerazioni consentono di affermare che di fatto
sono stati essi i veri fondatori della F.S.E..
Perig
Géraud-Keraod (1915-1997), scout fin dalla sua giovinezza, nel
Secondo Conflitto Mondiale aveva preso parte attivamente alla
resistenza e, dopo la liberazione, nell'ambito della Missione
Cattolica Bretone di Parigi, aveva partecipato, insieme con la
moglie, all'accoglienza dei numerosissimi emigrati che in quel
periodo si trasferivano in grande quantità dalla Bretagna nella
regione parigina.
In seguito
all'azione dei coniugi Geraud-Keraod, nel marzo 1963, viene
rivisto il Direttorio Religioso, nel quale viene integrata gran
parte della Carta dello Scautismo Cattolico, che la Santa Sede
aveva approvato nel 1962. Vengono anche stabiliti in maniera
definitiva il cerimoniale e l'uniforme e sono realizzati i primi
campi scuola per i Capi e i primi campi per i Capi Squadriglia.
Essi avviano poi
un ampio lavoro di riflessione sui principi dello scautismo che
porterà, nel giugno 1965, alla redazione e alla firma, da parte
delle associazioni federate, della "Carta dei principi
naturali e cristiani dello scautismo europeo".
Lo sviluppo successivo
Nel 1971 nasce in Olanda un'associazione che chiede di aderire
alla F.S.E.. Come detto in precedenza, in questa associazione
successivamente sorgono dei problemi sulla natura e sulla
collocazione religiosa di Gruppi e Unità, problemi che, dopo
numerosi tentativi effettuati dalla dirigenza federale, alla
fine e con molto rammarico, obbligano il Consiglio Federale ad
escluderla dalla Federazione. Per gli stessi motivi, una
decisione analoga e con un uguale rammarico, la Federazione era
stata costretta a prenderla anche nei confronti
dell'associazione inglese.
Nel 1975, unica
fra tutte le associazioni scouts cattoliche del mondo, la F.S.E.
realizza un pellegrinaggio a Roma per l'anno Santo. Il Santo
Padre, Paolo VI, salutando i partecipanti al pellegrinaggio,
esprime pubblicamente il suo apprezzamento e il suo
incoraggiamento per l'opera e l'azione della F.S.E..
Nel 1973 nasce
l'associazione canadese. Nel 1976 viene rilanciata una
associazione cattolica in Germania e vengono fondate
l'associazione italiana e quella lussemburghese.
Per tenere conto
di questi nuovi sviluppi, la F.S.E. viene allora riorganizzata
su basi più appropriate. Viene redatto un nuovo Statuto
Federale, il quale stabilisce il carattere cattolico della
Federazione che, pur continuando ad essere aperta ecumenicamente
alle altre confessioni cristiane alle condizioni fissate nel
Direttorio Religioso, pone l'insieme dei propri atti e delle
proprie decisioni sotto le regole della fede cattolica. Il
Direttorio Religioso continua quindi a rimanere la base per
l'intesa e la collaborazione di cristiani di diverse confessioni
all'interno di una stessa federazione.
Con il nuovo
Statuto Federale la denominazione ufficiale diviene quella
attualmente in uso: "Unione Internazionale delle Guide e
Scouts d'Europa - Federazione dello Scoutismo Europeo". Da
questo momento, quindi, la F.S.E. diviene la U.I.G.S.E.-F.S.E.,
anche se nell'uso corrente si continua ad utilizzare la vecchia
denominazione F.S.E.. Tale denominazione, inoltre, viene
considerata, alla luce dell'articolo 4 del Direttorio Religioso,
come più ampia nei riguardi delle componenti evangeliche ed
ortodosse della Federazione.
Nel 1977 nascono
l'associazione evangelica tedesca e l'associazione svizzera,
seguite nel 1978 dall'associazione spagnola e da quella
portoghese. Nel 1981 nasce l'associazione austriaca.
Il 12 marzo 1980
il Consiglio d'Europa riconosce lo statuto consultivo alla
U.I.G.S.E.-F.S.E., che attualmente è divenuto partecipativo.
Dopo la caduta
dei regimi comunisti nei paesi dell'Europa centro-orientale,
nascono nuove associazioni. È il caso dell'Ungheria nel 1990,
della Romania nel 1991 e della Lituania nel 1992. In Polonia
l'associazione scout cattolica "ZAWISZA", fondata
clandestinamente nel 1982, aderisce nel 1995 alla U.I.G.S.E.-F.S.E..
Nel 1994, in
occasione del raduno internazionale Eurojam, organizzato a
Viterbo dalla U.I.G.S.E.-F.S.E., Sua Santità, Giovanni Paolo II,
riceve in udienza, nella basilica di San Pietro, 7.500 Scouts e
Guide giunti da tutta Europa e dal Canada e rivolge loro un
importante discorso che rappresenta un punto fondamentale nella
vita della Federazione e dal quale sono scaturite le linee
d'azione per tutta la U.I.G.S.E.-F.S.E..
Negli anni
seguenti nuove iniziative nascono in Albania, in Bulgaria, in
Bielorussia, in Lettonia, nella Repubblica Ceca, in Ucraina. Nel
2003 l'associazione russa ORIUR è ammessa come "osservatore".
Nel 2003 un
Eurojam riunisce a Zelazko, in Polonia, 9.500 Scouts e Guide. Il
Santo Padre, Giovanni Paolo II, invia un messaggio ai
partecipanti.
Attualmente la
U.I.G.S.E.-F.S.E. conta più di 55.000 aderenti in una ventina di
nazioni europee e in Canada.