| Il
Capriolo
Ordine: Artiodattili - Famiglia:
Cervidi

Collocazione biogeografica:
eurocentroasiatica.
Caratteri distintivi: lunghezza testa -
radice della coda 100 - 130 cm; altezza al garrese 55 -
77 cm; coda 1 - 2 cm; peso medio 24-26 Kg. Corpo
abbastanza slanciato, testa relativamente corta,
orecchie ed occhi grandi, collo sottile abbastanza
lungo. Maschi con corna caduche brevi, a tre punte negli
adulti. Arti sottili ma forti, coda ridotta a un breve
mozzicone. Il mantello è in estate di colore rossiccio
con le parti inferiori più chiare; in inverno è grigio
tendente al bruno; muso nero, mento bianco; "specchio
anale" bianco in inverno; nei piccoli il mantello ha
tinte più scure, brune sui fianchi, con picchiettature
bianche caratteristiche di tutti i giovani Cervidi.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~4,5 cm; largh. ~3 cm
P Impronta zampa posteriore :
più piccola
Habitat: pianura, collina e anche
montagna; in boschi di latifoglie misti con ricco
sottobosco, intercalati da prati e campi coltivati.
Abitudini: attivo soprattutto al
crepuscolo. Agile e aggraziato, corre rapidamente con
salti frequenti. Animale poco sociale, vive isolato
d'estate e in piccoli gruppi familiari d'inverno
(composti da una femmina con i figli o figlie dell'anno
precedente), i maschi possono aggregarsi a questo tipo
di unità, di norma costituita da 4-10 esemplari. I
maschi durante la primavera instaurano fra loro un
rapporto gerarchico e verso maggio diventano più
propriamente territoriali; l'area dominata, marcata con
secreto di ghiandole, soprattutto su rami, arbusti e
alberi, viene difesa contro tutti gli altri maschi
adulti. Un territorio si estende su circa 5-20 ha. Al
termine del periodo degli amori cessano le
manifestazioni territoriali dei maschi e cominciano a
formarsi i gruppi familiari invernali. I palchi cadono
in autunno, i nuovi trofei sono completamente formati e
puliti dal "velluto" la primavera successiva. Si nutre
di getti, gemme, fogliame e piante erbacee; in inverno
anche di apici legnosi, in estate e primavera ricerca
Graminacee foraggere e soprattutto Leguminose. Gli
accoppiamenti avvengono da luglio ad agosto, la
gestazione dura circa 10 mesi ed è di tipo prolungato
(caso unico tra gli Artiodattili), con annidamento della
blastocisti a dicembre-gennaio. I piccoli, generalmente
in numero di 2 (peso: 0, 5 - 1,6 Kg), sono poco attivi e
vanno accuratamente assistiti; si rendono indipendenti a
circa 9 - 12 mesi di età. La maturità fisiologica viene
raggiunta dalle femmine verso i 14 mesi; la maturità
sociale viene raggiunta nei maschi a 2 - 3 anni. In
natura vive fino ad un massimo di 12 - 14 anni. Predato
da Lupo, Volpe, Gatto selvatico e Aquila reale che
possono aggredire soggetti ammalati o i piccoli.
Status: numeroso.
Distribuzione generale: Europa (inclusa
la Gran Bretagna), Caucaso, Turchia, Iraq, Iran
settentrionale, Turkestan, Siberia meridionale, Cina
settentrionale e centrale, Corea. In Italia:
originariamente presente in tutta la penisola e assente
dalle isole. Oggi distribuito su di un areale pressoché
continuo in Italia settentrionale, con distribuzione
discontinua in Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria; è
presente nell'Appennino tosco - emiliano, nella Maremma
toscana, nella Riserva di Castel Porziano (Lazio), nel
Parco Nazionale d'Abruzzo, nel Gargano e Sila. In
Regione: diffuso, ma non molto numeroso, in tutto
l'Appennino tosco - emiliano (nel medio e alto forlivese
circa 3700 capi); Meritevole di essere ricordata è la
popolazione dei Boschi di Carrega nelle colline parmensi
(270 esemplari circa).
Protezione esistente: il Capriolo è
specie cacciabile ai sensi dell'art.18 della L.
11/02/1992, n. 157. Specie protetta dalla Convenzione di
Berna (L. 5/8/1981, n. 503, in vigore per l'Italia
dall'1/6/1982). Le misure di protezione esistenti
consistono nell'istituzione di Parchi nazionali e
regionali, Riserve naturali.
Note: gran parte delle popolazioni
della penisola sono "inquinate" da introduzioni di
esemplari di origine alpina e centroeuropea. I nuclei di
Caprioli presenti nella nostra Regione derivano, in gran
parte, dalla diffusione di esemplari provenienti da
complessi forestali demaniali soprattutto toscani.
Il Cinghiale
Ordine: Artiodattili - Famiglia:
Suidi

Collocazione biogeografica:
eurocentroasiatico-maghrebino-indiana.
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 100-150 cm; altezza al garrese 60-90 cm;
coda 12-20 cm; peso del maschio 45-180 Kg, della femmina
30-150 Kg. Statura grande; corpo tozzo e robusto
anteriormente sviluppato; testa grande e conica
terminante in un muso o grugno nudo, occhi piccoli,
orecchie grandi, dritte e pelose. Arti relativamente
brevi e solidi, i posteriori più corti degli anteriori;
coda corta e gracile terminante con un ciuffo di setole
più lunghe. Mantello formato da grossolani peli e
setole, generalmente di colore assai scuro: bruno
nerastro o grigio brunastro. Maschi dotati di canini
inferiori e superiori di grandi dimensioni, rivolti
verso l'alto e disposti in modo da autoaffilarsi.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~5-8 cm; largh. ~4-6 cm
P Impronta zampa posteriore :
simile
Habitat: pianura, montagna fino al
limite della vegetazione arborea; in boschi folti a
prevalenza di latifoglie con sottobosco, alternati a
terreni pantanosi, pascoli o terreni coltivati.
Abitudini: prevalentemente notturno e
crepuscolare, in luoghi appartati pascola anche di
giorno. In determinate condizioni, per mancanza di cibo,
compie spostamenti erratici migratori. I maschi adulti
vivono generalmente solitari e raggiungono le femmine,
unite in branchi, nel periodo degli accoppiamenti.
Onnivoro, si nutre di ghiande, castagne, tuberi, bulbi,
rape, cereali, frutta, piccoli invertebrati, uova,
nidiacei di Uccelli e anche Rettili, Anfibi, carogne,
topi e conigli. L'accoppiamento ha luogo in inverno, da
novembre a gennaio; il parto avviene dopo 4 mesi in un
covo nascosto nel fitto della boscaglia e foderato di
foglie; il numero dei nati varia da 3-4 a 8-12; sono
ricoperti da un mantello fulvo striato di bianchiccio; a
2-3 mesi sono svezzati, a 5-6 mesi si rendono
indipendenti; la maturità sessuale fisiologica è
raggiunta ad un anno e mezzo; il maschio raggiunge la
maturità sociale a 4-5 anni. Vive in natura fino a 12
anni, in cattività fino a 20-25 anni. Può essere predato
dal Lupo.
Status: numeroso.
Distribuzione generale: in passato in
tutte le zone steppiche e boscose dalle Regioni
Paleartica e Orientale compresa la Gran Bretagna,
l'Irlanda e tutto il Giappone. Ora estinto nelle Isole
Britanniche e in Scandinavia. Si è considerevolmente
ridotto nelle parti continentali dell'Europa. In Italia:
arco alpino occidentale, Alpi centro-orientali, Pianura
Padana, Val d'Arno ad ovest di Firenze, Maremma,
Appennino, Gargano e Sardegna. In Regione: ormai diffuso
in quasi tutti i comuni del crinale appenninico.
Protezione esistente: il Cinghiale è
specie cacciabile ai sensi dell'art.18 della L.
11/02/1992, n. 157. La sottospecie Sus scrofa
meridionalis, presente in Sardegna e Corsica, è protetta
dalla Convenzione di Berna (L. 5/8/1981, n. 503, in
vigore per l'Italia dall'I/6/1982).
Note: l'origine delle popolazioni
presenti in Emilia-Romagna è diversificata: immissioni
autorizzate in territorio toscano, immissioni avvenute
nell'ultimo decennio nell'alto Appennino parmense,
immissioni abusive e fughe da recinti di allevamenti da
cui la rapida diffusione e l'etorogeneità genetica delle
popolazioni presenti. La presenza sul territorio di
questo Suide è origine di danni alle coltivazioni
agricole e costituisce fonte di preoccupazione per gli
allevatori di suini per la possibilità di diffusione di
malattie.
La Donnola
Ordine: Carnivori - Famiglia:
Mustelidi

Collocazione biogeografica:
eurocentroasiatico-mediterranea
Caratteri distintivi: lunghezza testa -
corpo 150-270 mm; coda 39-90 mm; piede posteriore 21-41
mm; peso 40-130 g (femmine sensibilmente più piccole dei
maschi). Dimensioni piccole, forma slanciata, corpo
allungato e cilindrico, orecchie corte e rotonde e coda
corta. Arti brevi. La pelliccia densa e soffice è di
colore dominante bruno chiaro giallastro, la coda è di
colore uniforme. Nelle regioni fredde (per esempio Nord
Europa) è talvolta soggetta a dimorfismo stagionale, per
cui il colore, durante l'inverno, diviene completamente
bianco.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~1,4 cm; largh. ~1 cm
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~1,4 cm; largh. ~1 cm
Habitat: pianura, collina e montagna,
anche oltre i 2000 metri di altitudine, in terreni
coltivati, boschi, zone cespugliate, sassaie e presso
abitazioni abbandonate.
Abitudini: attiva specialmente di
notte, ma anche di giorno. Molto vivace, è capace di
arrampicarsi, scavare, si introduce in ogni cavità del
terreno, corre celermente e nuota. Vive solitaria o in
piccoli gruppi familiari, si rifugia in tane scavate nel
terreno da altri animali, il nido di fieno viene
costruito nelle cataste di sassi, legna, paglia, fra le
radici degli alberi e nelle loro cavità. Si ciba
prevalentemente di Roditori, ma anche di lepri, conigli,
Uccelli e loro uova, Anfibi e Rettili. Il periodo degli
accoppiamenti va da marzo ad agosto con 1 o 2 nidiate;
dopo una gestazione di 35 giorni nascono 5-6 piccoli di
appena 1,5 g, ciechi e inetti. A 4 settimane aprono gli
occhi, a 6-8 settimane vengono svezzati e cominciano a
catturare le prime prede; a 3 mesi sono indipendenti e
maturi sessualmente. In natura vive fino a 4 anni, in
cattività fino a 8-10anni. Può essere predata da altri
Carnivori (Canidi, Felidi e Mustelidi) e Uccelli Rapaci.
Status: numerosa.
Distribuzione generale: nell'intera
Regione Paleartica ad eccezione della Penisola Arabica,
Irlanda, Islanda e Isole Artiche; presente nelle
Azzorre. Anche in gran parte dell'America del Nord, se
si considera la sp. M. rixosa cospecifica. Introdotta in
Nuova Zelanda. In Italia: tutta la penisola, la Sicilia
e la Sardegna. In Regione: presente ovunque.
Protezione esistente: specie tutelata
ai sensi della L. 11/02/1992 n.157 in quanto considerata
non cacciabile. E' specie protetta dalla Convenzione di
Berna (L. 5/8/1981, n. 503, in vigore per l'Italia
dall'1/6/1982).
Il Ghiro
Ordine: Roditori - Famiglia:
Gliridi

Collocazione biogeografica:
euroanatolico-caucasica
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 130-210 mm; coda 110-153 mm; piede
posteriore 25-34 mm; peso 70-280 g. Dimensioni
relativamente grandi, forma snella; testa tondeggiante
con occhi sporgenti, orecchie assai piccole, coda lunga
e folta. Il mantello è di colore grigio cenere nella
parte dorsale, più sfumato lungo i fianchi, biancastro
sul ventre; la coda ha una colorazione appena più
marcata rispetto a quella del dorso, con una tonalità
più chiara nella parte inferiore, continuazione della
fase di colore del ventre.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~2 cm; largh. ~2,2 cm
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~3 cm; largh. ~2,5 cm
Habitat: pianura, collina e montagna,
raramente oltre i 1000 m di altitudine, in parchi,
giardini, frutteti; boschi di latifoglie, soprattutto
querceti.
Abitudini: di preferenza notturno, vive
principalmente in cavità di alberi. Si muove agilmente
ed abilmente; la coda ha funzione equilibratrice negli
spostamenti ed avvolgente quando l'animale è in riposo.
Frequenta poco il terreno. Gregario, vive in gruppi
familiari, sia durante la vita attiva che il letargo. Il
letargo va da ottobre ad aprile. Usa riposare tutto il
giorno. Il ricovero invernale è ricavato, in genere, nel
terreno ad una profondità di 50-60 cm, ma anche in
granai e nidi artificiali. Il nido è rotondeggiante,
rivestito di foglie con entrate laterali e tappezzato
internamente con materiali soffici. L'alimentazione è
prevalentemente vegetale, si nutre occasionalmente di
uova, nidiacei, nonché piccoli Mammiferi.
L'accoppiamento avviene una o due volte tra maggio e
ottobre, generalmente in luglio e agosto; i piccoli (da
2 a 7) nascono ciechi e nudi, raggiungono una certa
autonomia dopo 2 settimane, a 3 settimane aprono gli
occhi e cominciano ad alimentarsi direttamente; la
maturità sessuale viene raggiunta dopo i 10 mesi di età.
La durata massima della vita in natura è intorno ai 6
anni. E' predato soprattutto da Martora, Faina, Gatto
selvatico e dagli Strigiformi.
Status: numeroso.
Distribuzione generale: Europa, dal
Mediterraneo al Baltico (eccetto la maggior parte della
Penisola Iberica, Francia settentrionale, Paesi Bassi e
Danimarca), a est fino al Volga, anche Caucaso; Asia
Minore settentrionale; Creta, Corfù, Sicilia, Sardegna e
Corsica. In Italia: tutto il territorio, comprese le
isole. In Regione: nei boschi di collina e di montagna,
più raro in pianura.
Protezione esistente: specie tutelata
dalla L. 11/02/1992, n.157 in quanto considerata non
cacciabile. E' inoltre specie protetta dalla Convenzione
di Berna (L.5/8/1981, n.503, in vigore per l'Italia
dall'1/6/1982).
La Lepre
Ordine: Lagomorfi - Famiglia:
Leporidi

Collocazione biogeografica:
eurocentroasiatico-mediterraneo-etiopica
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 480-700 mm; coda 74-110 mm; piede posteriore
110-160 mm; peso 2,5-6,5 Kg. Corpo slanciato, compresso
lateralmente, testa piuttosto piccola ben distinta dal
corpo; occhi grandi; orecchie lunghe; coda moderatamente
sviluppata, superiormente nera. Arti posteriori più
lunghi degli anteriori. Struttura generale atta alla
corsa ed al salto. Pelliccia piuttosto soffice, colore
dominante fulvo grigiastro con tinte nerastre sul dorso;
parti inferiori ed interne degli arti biancastre, punta
delle orecchie nera.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~5 cm; largh. ~3 cm
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~6-12 cm; largh. ~3,5 cm
Habitat: pianura, collina, montagna
fino a 2000 m di altitudine; in diversi ambienti quali
campi coltivati ma anche boschi, soprattutto di
latifoglie, brughiere e dune.
Abitudini: prevalentemente notturna, in
situazione tranquilla esce dal rifugio anche in pieno
giorno. Sedentaria e solitaria, non si allontana mai dal
proprio territorio. Corre velocemente e a lungo, spicca
lunghissimi salti, nuota in caso di necessità; possiede
udito e olfatto molto fini. Il rifugio consiste in un
leggero incavo del terreno in luogo riparato e asciutto,
seminascosto da massi e cespugli. Il rifugio viene
cambiato di tempo in tempo, in inverno è in zone più
soleggiate ed è più profondo. Si alimenta con vegetali
freschi ma anche secchi, barbabietole, semi e cortecce
di alberi. Il periodo riproduttivo è spesso esteso a
tutto l'arco dell'anno, con 3-4 nidiate; dopo una
gestazione di 42 giorni nascono 2-4 piccoli di 110-130
g, completamente ricoperti di pelo e con gli occhi
aperti; vengono svezzati dopo 3 settimane, diventano
indipendenti ad un mese. La maturità sessuale è
raggiunta a 6-8 mesi. Può vivere, in natura, fino a 4-6
anni, eccezionalmente fino a 12-13. E' predata da
Carnivori, soprattutto Volpe, Martora, Faina, Donnola,
Gatto selvatico, da molti Accipitriformi, Falconiformi e
Strigiformi.
Status: numeroso.
Distribuzione generale: Europa (tranne
parte della Scandinavia); Asia minore, Medio Oriente. E'
stata introdotta in Irlanda, Svezia meridionale, Siberia
meridionale Estremo Oriente, Cile, Argentina, Uruguay,
Bolivia, Nuova Zelanda, Australia, alcune regioni del
Nord America. In Italia: tutto il territorio, comprese
le isole. In Regione: ovunque.
Protezione esistente: specie cacciabile
(L. 11/02/1992, n. 157). Specie protetta dalla
Convenzione di Berna (L. 5/8/1981, n. 503, in vigore
dall'1/6/1982 in Italia).
Note: a causa dei massicci
ripopolamenti a scopo venatorio attuati nel nostro paese
si sono verificati veri e propri "inquinamenti genetici"
delle popolazioni autoctone con soggetti importati da
altri paesi.
Il Lupo
Ordine: Carnivori - Famiglia:
Canidi

Collocazione biogeografica:
oloartica-circumpolare
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 100-140 cm; altezza al garrese 60-75 cm;
coda 30-40 cm; piede posteriore 21,5-27 cm; peso 25-35
Kg. Forma slanciata, di dimensioni medio-grandi. Testa
con muso allungato, occhi di media grandezza, orecchie
relativamente grandi ed erette, collo robusto e
muscoloso; coda mediamente lunga. Arti piuttosto lunghi
terminanti con piedi relativamente brevi. Il colore del
mantello è variabile a seconda dell'età e della
stagione, nei giovani e nei mesi invernali la
colorazione tende più al grigiastro, ma il colore di un
adulto, specialmente in estate, è nettamente marrone
rossiccio.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~11 cm; largh. ~10 cm
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~8 cm; largh. ~7 cm
Habitat: frequenta località boschive,
steppe, cespugliati d'alto piano. L'habitat
preferenziale del Lupo italiano è quello della dorsale
appenninica al di sopra degli 800-1000 m. Nell'alto
Lazio e nella bassa Toscana vive nella macchia
mediterranea, alta dal livello del mare 600 m. In ogni
caso l'ambiente deve avere un alto grado di selvaticità,
presenza umana ridotta, ampi spazi boscati indisturbati,
eventualmente pascolo brado. A livello mondiale la
specie occupa le tundre artiche come le foreste
tropicali indiane e i sub-deserti arabi.
Abitudini: prevalentemente notturno, di
giorno si limita al riposo, al gioco e talvolta a
piccoli spostamenti. Forte, eccellente corridore,
trotta, galoppa, salta ed è capace di nuotare; compie
notevoli spostamenti per la ricerca del cibo (la
distanza percorsa giornalmente varia da 1 Km fino ad un
massimo di 10 Km). Animale sociale, vive in genere in
branchi costruiti generalmente attorno ad una coppia ed
alla sua progenie; in essi vige una precisa gerarchia
continuamente rafforzata per mezzo di rituali, giochi e
lotte. La grandezza del branco è in funzione della
disponibilità alimentare. Territoriale per gran parte
della sua vita, esistono però numerosi animali che
vagano solitari lontano dalla normale area di
distribuzione. Il territorio varia in genere da 70 a 200
Km2. L'alimentazione è attualmente legata agli Ungulati
selvatici, ma anche ai rifiuti, agli Anfibi, Rettili,
piccoli Roditori, Insetti e frutti. L'accoppiamento
avviene a marzo, dopo un corteggiamento più o meno
lungo; la gestazione dura 59-62 giorni. I piccoli, da 4
a 6, vengono partoriti in una tana scavata nel terreno o
ricavata tra le rocce; nascono ciechi ed inetti, la
femmina non si allontana dalla tana per almeno 45-60
giorni, durante i quali gli altri membri del branco
provvedono a nutrirla portando alla tana il cibo
necessario. I cuccioli aprono gli occhi al termine della
seconda settimana, a 2 mesi cominciano a seguire la
madre ed il branco negli spostamenti; la crescita si
completa solo al termine del primo anno di vita; la
maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno. Il
Lupo in cattività vive anche 17 anni, ma in natura
raggiunge al massimo i 10 anni di età. Il Lupo non ha
predatori, se si eccettua l'uomo.
Status: raro.
Distribuzione generale: originariamente
nell'intera Regione Paleartica eccetto il Nord Africa
(l'areale si estendeva a sud sino all'Arabia e
all'India). Ora estinto nell'Europa occidentale tranne
che nella Penisola Iberica e in Italia, abbastanza
diffuso in Europa orientale. Estinto in Giappone.
Presente in America settentrionale (soprattutto Canada
ed Alaska). In Italia: l'areale odierno è ristretto alle
aree montane dell'Appennino. In Regione: la specie è
presente nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
e, in Emilia, nei parchi regionali di montagna e in
pratica lungo tutto il crinale appenninico.
Protezione esistente: considerata
specie nociva dall'abrogato T.U. 5/6/1939, n. 1016, oggi
la specie Canis lupus è protetta in Italia dal D.M.
22/11/1976 ed è particolarmente protetta dalla Legge
sulla caccia n. 157 del 1992. E' considerata specie
particolarmente protetta dalla Convenzione di Berna (L.
5/7/1981, n. 503, in vigore in Italia dall'I/6/1982).
Inoltre il commercio internazionale è regolamentato
(D.M. 31/12/1983) essendo specie compresa nell'Appendice
II (elenco di specie non necessariamente minacciate di
estinzione, ma che potrebbero esserlo in futuro) della
Convenzione di Washington.
Note: nel 1973 Boitani stimò presenti
in Italia un centinaio di Lupi, diffusi su di un
territorio di circa 8500 Km2; dieci anni più tardi lo
stesso autore ha ipotizzato un leggero aumento numerico,
150-200 capi distribuiti su di un'area di 13000 Km2.
Ogni anno vengono abbattuti 12-15 esemplari. Le cause
principali di mortalità del Lupo sono sempre legate
all'azione dell'uomo e possono essere così riassunte:
caccia condotta con ogni mezzo; competizione per il cibo
con cani selvatici e Volpe; invasione umana degli
ambienti una volta più inaccessibili dell'Italia
centromeridionale. Merita inoltre di essere accennato il
problema del randagismo: secondo le valutazioni di
Boitani, nel territorio della nostra Regione vi
sarebbero circa 40000 cani vaganti (cani
rinselvatichiti, cani randagi e cani dotati di padrone
ma non controllabili).
Il Riccio
Ordine: Insettivori - Famiglia:
Erinaceidi

Collocazione biogeografica:
eurocentroasiatica
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 200-300 mm; coda 12-40 mm; piede posteriore
35-50 mm; peso 700-1000 g. Tronco grosso e tozzo con
capo non ben distinto dal corpo; zampe forti con dita
provviste di unghie robuste; muso appuntito; coda corta
e spessa. Rivestito di aculei lunghi e rigidi (circa
5000) di color fulvo giallastro più o meno chiaro con
una banda bruno nerastra presso l'apice nella parte
superiore del corpo, e di peli lunghi, più o meno radi,
nella parte anteriore della testa e nelle parti
inferiori del corpo.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~2,5 cm; largh. ~2,8 cm
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~3 cm; largh. ~2 cm
Habitat: pianura, collina e montagna
anche fino a 2000 m di altitudine; in boschi, margini di
boschi, campi coltivati, parchi, giardini, siepi,
cespuglieti.
Abitudini: Attivo soprattutto al
crepuscolo, ma anche di notte, durante il giorno rimane
nel suo nido generalmente posto sul terreno. Va in
letargo da ottobre ad aprile; la temperatura corporea
cade da 34° a 4°, i battiti cardiaci da 120 al minuto a
soli 20, gli atti respiratori passano a 10 al minuto.
Prevalentemente Insettivoro (Insetti soprattutto, ma
anche Lombrichi e Molluschi) e carnivoro (micromammiferi,
Uccelli, uova, nidiacei e Rettili). In presenza di
nemici si ritira nella corazza spinosa arrotolandosi a
palla. Il periodo degli accoppiamenti è compreso tra
maggio e settembre con generalmente una sola nidiata:
dopo circa un mese di gestazione nascono 4-6 piccoli di
circa 10-25 g, con gli occhi chiusi e con 90-150
minuscole spine bianche; a 14 giorni aprono gli occhi, a
22 cominciano a uscire dal nido, a un mese vengono
svezzati, a 2 sono indipendenti. In natura vive fino a
7-10 anni.
Status: numerosa.
Distribuzione generale: Europa, Siberia
occidentale, Vicino e Medio Oriente. Introdotto in Nuova
Zelanda. Qui si considerano cospecifiche le forme
europaeus, concolor, ma non amurensis. In Italia:
l'intero territorio, comprese le isole. In Regione:
ovunque.
Protezione esistente: la caccia al
Riccio è stata praticata in passato. Oggi la specie è
tutelata ai sensi della L. 11/02/1992, n.157, in quanto
considerata specie non cacciabile. Specie protetta dalla
Convenzione di Berna (L. 5/8/1981, n.503, in vigore per
l'Italia dall'1/6/1982).
Note: subisce un'alta mortalità lungo
le strade
Lo Scoiattolo
Ordine: Roditori - Famiglia:
Sciuridi

Collocazione biogeografica:
eurosibirica
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 190-290 mm; coda 140-340 mm; piede
posteriore 52-66 mm; peso 230-480 g. Dimensioni medie,
coda lunga completamente ricoperta di peli lunghi e
spesso ripiegata sul dorso. Forma snella con testa e
collo ben distinti dal tronco; arti anteriori più brevi
dei posteriori, questi ultimi atti al salto; orecchie
relativamente grandi. Pelliccia ricca e fine, di
colorazione molto variabile con dimorfismo stagionale e
diverse fasi cromatiche correlabili in parte con la
distribuzione geografica, l'habitat e fattori climatici;
in linea di massima di colore marrone rossiccio in
estate, con le parti inferiori del corpo bianche, di
colore bruno scuro in inverno.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~4 cm; largh. ~2 cm
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~5 cm; largh. ~2,5-3,5 cm
Habitat: preferibilmente nei boschi,
sia di conifere che di latifoglie con sottobosco; in
montagna sale fino al limite della vegetazione arborea;
anche in parchi e giardini.
Abitudini: essenzialmente diurno, molto
attivo nella buona stagione, meno in inverno. Vive quasi
esclusivamente sugli alberi, è uno straordinario
arrampicatore, corre molto velocemente e salta a terra
anche da notevoli altezze valendosi della coda come
paracadute e dilatando le dita dei piedi per attutire il
colpo. Per il riposo e l'allevamento dei piccoli
utilizza un nido collocato nel cavo degli alberi o alla
biforcazione degli stessi. Cibo assai vario,
prevalentemente vegetale (gemme, germogli, erbe, foglie,
frutti, semi, funghi ... ), ma anche piccoli animali,
nidiacei di Uccelli e loro uova, Insetti. Nasconde e
immagazzina cibo nelle cavità degli alberi. Dotato di
sensi acuti, in particolare la vista. Il periodo
riproduttivo va dalla fine di dicembre a settembre, con
due nidiate; dopo una gestazione di 38 giorni nascono
3-4 piccoli nudi, ciechi e pesanti 10 g; a 20 giorni
sono ricoperti di pelo, a 30 aprono gli occhi, a 45
cominciano ad uscire dal nido; a 2 mesi vengono
svezzati, a 3 sono indipendenti. La maturità sessuale è
raggiunta a 10-12 mesi. La durata massima della vita è,
in natura, di 6-7 anni, in cattività di 12 anni. E'
attaccato soprattutto dalla Martora, dal Gatto
selvatico, dai maggiori Falconiformi e Strigiformi.
Status: numeroso.
Distribuzione generale: Europa
(comprese le Isole Britanniche); Siberia; Mongolia;
Corea; Sakhalin e Giappone. In Italia: tutta la
penisola, manca nelle isole. In Regione: abbastanza
comune, ma non abbondante, nei boschi di collina e di
montagna, nella Pianura Padana è divenuto molto raro.
Protezione esistente: la caccia allo
Scoiattolo è stata pratica in passato, secondo le norme
dell'allora vigente T.U. 5/6/1939, n. 1016, con i
relativi calendari venatori. Solo con la L. 27/12/1977,
n. 968, lo Scoiattolo è divenuto non cacciabile ed è
quindi specie protetta, anche ai sensi della più recente
L. n.157/92. Inoltre è considerato specie protetta dalla
Convenzione di Berna (L. 5/8/198 1, n.503, in vigore per
l'Italia dall'1/6/1982).
La Talpa
Ordine: Insettivori - Famiglia:
Talpidi

Collocazione biogeografica:
euroasiatica.
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 120-165 mm; coda 23-34 mm; piede posteriore
17-20 mm; peso 65-120 g. Forma tozza e raccolta, di
dimensioni medio-piccole; corpo cilindrico con capo poco
distinto dal tronco; arti brevi, la parte sporgente dal
corpo è costituita prevalentemente dal piede anteriore
con dita provviste di unghie lunghe; muso appuntito;
occhi piccoli sempre nascosti nella pelliccia; coda
breve e carnosa; vibrisse sviluppate ai lati del muso.
Corpo ricoperto da una folta e vellutata pelliccia nera
con riflessi bruni o grigi od azzurri.
A Impronta zampa anteriore:
fila leggermente curva delle depressioni lasciate dagli
artigli
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~1,5 cm; largh. ~1,1 cm
Habitat: dalla pianura anche fino a
2000 metri di altitudine, in campi coltivati, prati con
terreni prevalentemente freschi, porosi dove può
agevolmente scavare le sue gallerie.
Abitudini: vive sottoterra, in gallerie
che essa si scava servendosi degli arti anteriori; in
esse caccia, si nutre e passa la maggior parte della sua
esistenza solitaria; si unisce ai propri simili solo per
la riproduzione; i maschi si combattono fra loro.
Animale molto attivo sia di giorno che di notte, non
soggetto ad un riposo o letargo invernale. Nei suoi
spostamenti e per la caccia, si avvale soprattutto del
senso dell'odorato, del tatto e dell'udito. Si nutre
principalmente di Lombrichi, Artropodi e loro larve,
Molluschi e piccoli Vertebrati. Il periodo degli
accoppiamenti è compreso tra marzo e maggio, con una
sola nidiata in maggio-giugno; dopo 4 settimane di
gestazione nascono 3-5 piccoli nudi e ciechi di 3,5 g; a
14 giorni si rivestono di pelo, a 22 aprono gli occhi, a
circa un mese vengono svezzati. La durata massima della
vita sembra essere, in natura, di 3 anni. E' predata da
Carnivori ed Uccelli Rapaci, quando scava gallerie
superficiali o quando fuoriesce occasionalmente dal
terreno.
Status: numeroso.
Distribuzione generale: Europa, tranne
parte delle zone mediterranee, Irlanda e Norvegia; anche
Siberia occidentale. In Italia: regioni settentrionali e
centrali sino al Lazio. In Regione: ovunque.
Protezione esistente: nessuna. La L.
11/02/1992, n. 157 esclude espressamente la tutela per
questa specie. Per la sua uccisione non è richiesta,
quindi, nessuna licenza ed è consentita in ogni periodo
dell'anno con l'impiego di qualsiasi mezzo.
Il Tasso
Ordine: Carnivori - Famiglia:
Mustelidi
Collocazione
biogeografica:
eurocentroasiatica.
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 61-73 cm; altezza alla spalla 30 cm; coda
15-19 cm; piede posteriore 8,5-1l cm; peso 10-16 Kg.
Forma robusta, corpo tozzo e basso; collo grosso, testa
appiattita con occhi piccoli, orecchie corte e rotonde,
muso allungato e appuntito. Arti brevi, piedi spessi e
tozzi, dita fornite di unghie sviluppate; coda breve.
Pelliccia ruvida, non folta, più rada nelle parti
anteriori, peli più lunghi ai lati del corpo. Corpo di
colore grigio sul dorso, più chiaro sui fianchi e nero
inferiormente, testa bianca con caratteristica striscia
longitudinale nera sui lati. Sono presenti ghiandole
odorifere anali.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~5 cm (se l'impronta è completa ~7 cm); largh. ~4
cm
P Impronta zampa posteriore :
lungh. ~4,5 cm (sino alla prominenza centrale), ~6 cm
(sino al tallone); largh. ~3,5 cm
Habitat: pianura e montagna fino a 2000
metri di altitudine; in zone boschive con fitto
sottobosco, incolti, con suolo ben drenato e facile da
scavare.
Abitudini: prevalentemente notturno,
piuttosto sociale, vive in gruppi anche di 10-15
individui (1-2 maschi adulti, diverse femmine, alcuni
subadulti e piccoli). Di olfatto finissimo, indole
giocosa ma facilmente irritabile. Si muove di solito al
passo o al trotto, con andatura goffa e poco agile; si
arrampica parzialmente, nuota e scava facilmente.
All'interno di un'area di 50-100 ha vengono costruite
tane con complessi sistemi di gallerie sotterranee e
numerose entrate; in esse trascorre il riposo invernale
che non costituisce un vero letargo, ma un sonno
prolungato. Onnivoro, predilige i Lombrichi.
L'accoppiamento può avvenire durante tutto l'anno, ma
soprattutto da febbraio a maggio; l'impianto nell'utero
dell'ovulo fecondato, avviene però solo in dicembre;
dopo due mesi di vera gestazione nascono 1-5 piccoli
ricoperti di peli radi e biancastri con gli occhi
chiusi. Il parto avviene nella tana in una camera-nido
tappezzata di uno strato di vegetali continuamente
rinnovato. I piccoli aprono gli occhi dopo circa 5
settimane, cominciano ad uscire dalla tana solo a 2
mesi, smettono di essere allattati ad almeno 3 mesi, si
rendono indipendenti a 5-6 mesi. Le femmine raggiungono
la maturità sessuale a 12-15 mesi, i maschi a 2 anni. In
natura può vivere fino a 15 anni. Non ha predatori, ma
competitori (soprattutto la Volpe e i cani randagi).
Status: comune.
Distribuzione generale: Europa; Vicino
Oriente; Mesopotamia, Siberia occidentale e centrale,
Tibet, Cina, Corea e Giappone. In Italia: tutta la
penisola, assente nelle isole. In Regione: ovunque, meno
frequente in pianura.
Protezione esistente: è protetto dalla
Legge 11/02/1992, n.157. E' inoltre considerata specie
protetta dalla Convenzione di Berna (L. 5/8/1981,
n.503). Le misure di protezione più efficaci sono
offerte dai Parchi nazionali e regionali e dalle Riserve
naturali.
La Volpe
Ordine: Carnivori - Famiglia:
Canidi

Collocazione biogeografica:
oloartica.
Caratteri distintivi: lunghezza
testa-corpo 55-80 cm; altezza alla spalla 35-40 cm; coda
30-45 cm; piede posteriore 13,5-16 cm; peso medio 7-8
Kg. Dimensioni medio piccole; forma snella; muso
appuntito e lungo, orecchie grandi ed erette; coda lunga
e folta. Arti relativamente brevi. Le parti superiori
del corpo sono di un colore tendente al rosso fulvo
marrone giallastro, i lati hanno sfumature più tendenti
al grigio, il labbro superiore è bianco, le orecchie
sono di colore marrone con la parte esterna bruno scura
ed anche nera, le estremità degli arti sono quasi nere,
le parti inferiori del corpo sono di colore chiaro, in
genere biancastro, coda fulva con estremità biancastra.
Le variazioni razziali, individuali e stagionali sono
notevoli.
A Impronta zampa anteriore:
lungh. ~5 cm; largh. ~4-4,5 cm
P Impronta zampa posteriore :
simile
Habitat: presente negli ambienti più
estremi e diversi: dai deserti alle praterie, ai boschi,
alle regioni fredde fino a quote anche superiori ai
3.000 m di altitudine. Presente talvolta anche in zone
suburbane ed in ambienti antropizzati, preferisce però
boschi, macchie, cespuglieti con sassaie, anfratti e
rocce che offrono maggiori possibilità di rifugio.
Abitudini: specie estremamente
adattabile e plastica. Essenzialmente solitaria e
territoriale, in certi casi può condurre vita sociale
anche complessa, con formazione di nuclei numerosi con
una struttura ben definita, specialmente in aree in cui
non viene molestata dall'uomo. Di abitudini prettamente
notturne, essa percorre gran parte del suo territorio
alla ricerca del cibo, infatti la sua attività
principale è rappresentata dalla caccia. Corre, trotta,
galoppa, striscia sul terreno, salta e all'occorrenza
nuota. Si rifugia nelle sassaie, nelle cavità degli
alberi, tra le radici, ma soprattutto scava tane o
utilizza quella di altri Mammiferi. La tana è spesso
composta da un complesso di gallerie, con diverse
entrate spesso marcate dal secreto di ghiandole
odorifere situate nella zona addominale. Si ciba di
tutto quanto sia commestibile, preferisce arvicole,
conigli, scoiattoli, lepri, piccoli animali domestici,
ma anche Uccelli, rane, inoltre frutta, carogne,
cereali, pesce e rifiuti. L'accoppiamento avviene in
gennaio, dopo un periodo di corteggiamento anche di 6
settimane; la gestazione dura 51-52 giorni; il parto
avviene nella tana, i cuccioli (4-5) sono grigio scuri e
ciechi fino a 12-14 giorni, verso i 3-4 mesi si rendono
indipendenti; la maturità sessuale viene raggiunta verso
i 10 mesi di età. La durata della vita in cattività può
raggiungere i 15 anni, in natura è drasticamente più
bassa, in media sui 3-4 anni
Status: numerosa.
Distribuzione generale: l'intera
regione Paleartica (eccettuata l'Islanda, le isole
Artiche, alcune parti della tundra siberiana e aree di
deserto estremo) e la maggior parte dell'America
settentrionale. In Italia: penisola, Sicilia e Sardegna.
In Regione: ovunque in zone di collina e montagna, meno
comune nella Pianura Padana.
Protezione esistente: l'abrogato T.U.
5/6/1939, n. 1016, la includeva tra le specie "nocive".
Oggi la L. 11/02/1992, n. 157 la annovera tra le specie
cacciabili nei periodi indicati; inoltre in quasi tutte
le province italiane si organizzano frequenti battute
apposite per la Volpe. Prima che uno specifico Decreto
Ministeriale lo vietasse (novembre 1976) la pratica dei
bocconi avvelenati era tra le più diffuse per il
controllo della specie.
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