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INDICE
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- INDICE
- RITI
INIZIALI
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Antifona d'ingresso
- Atto Penitenziale
- Confiteor
- Kyrie
- Glória
- Colletta
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LITURGIA DELLA PAROLA (Messa
dei Catecumeni)
- Prima Lettura
-
Salmo Responsoriale
- Seconda Lettura
-
Alleluia
-
Vangelo
-
Omelia
-
Professione di Fede
o Credo
-
Preghiera dei Fedeli
-
Liturgia Eucaristica
-
Offertorio
-
Abluzione
- Orate
Fratres
-
Orazione sulle Offerte
-
PREGHIERA EUCARISTICA (Canone
della Messa)
- Prefazio
-
Sanctus
-
Preghiera Eucaristica
- I ,
o Canone
Romano
-
Preghiera per
la Chiesa Militante
- Intercessioni per
i vivi
-
Epíclesi Consacratoria
-
Anámnesi e offerta
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-
Intercessione per
i defunti
-
Conclusione del Canone e dossologia
- Preghiera Eucaristica
- II
-
Prefazio
-
Sanctus
-
Epíclesi Consacratoria
-
Anámnesi e offerta
-
Preghiera per la
Chiesa Militante
-
Preghiera
per la Chiesa Purgante
-
Preghiera
per la Chiesa Trionfante
- Preghiera Eucaristica
- III
-
Epíclesi Consacratoria
-
Anámnesi e offerta
-
Per la Chiesa Militante
-
Per la Chiesa Purgante
- Preghiera Eucaristica
- IV
-
Prefazio
-
Sanctus
-
Epíclesi Consacratoria
-
Anámnesi e offerta
-
Preghiera
per la Chiesa Militante
-
Preghiera
per la Chiesa Purgante
-
Riti di Comunione
-
Pater Noster
-
Scambio del Segno di
Pace
-
Agnus Dei
-
Antifona alla Comunione
-
Orazione dopo la Comunione
-
Riti di conclusione
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Congedo
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RITI INIZIALI
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Il sacerdote con i ministri
si reca all'altare; intanto si esegue il canto d'ingresso.
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Antifona
d'ingresso
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Parte variabile che rende il
significato speciale del giorno o della festa
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V. Erant discípuli perseverántes
unanímiter in oratióne cum María, matre Iesu.
[cfr. At 1, 14].
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V. I discepoli erano assidui
e concordi nella preghiera con Maria, madre di Gesù.
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Giunto all'altare il sacerdote
con i ministri fa la debita riverenza, bacia l'altare -
che rappresenta Gesù - ed eventualmente lo incensa. Poi,
con i ministri si reca alla sede. Terminato il canto d'ingresso,
sacerdote e fedeli, in piedi, fanno il segno della croce.Il
sacerdote dice:
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V. †
In nómine Patris et Fílii et Spíritus Sancti.
R. Amen.
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V.
†
Nel nome del Padre,
del Figlio
e dello Spinto Santo.
R. Amen.
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Segue il saluto, che il sacerdote
rivolge ai fedeli allargando le braccia e dicendo:
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V. Grátia Dómini nostri Iesu
Christi, et cáritas Dei, et communicátio
Sancti Spíritus sit cum ómnibus vobis.
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V.
La grazia del Signore nostro Gesù
Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito
Santo sia con tutti voi.
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Oppure:
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V. Grátia vobis et pax a
Deo Patre nostro et Dómino Iesu Christo.
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V.
La grazia e la pace di Dio nostro
Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.
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Oppure:
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V. Dóminus vobíscum.
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V.
Il Signore sia con voi.
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I fedeli
rispondono:
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R. Et cum spíritu tuo.
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R. E con il tuo spirito.
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Il sacerdote,
o il diacono, o un altro ministro idoneo, può fare una brevissima
presentazione della Messa del giorno. Segue l'atto penitenziale.
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Atto Penitenziale
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Il sacerdote invita i fedeli
al pentimento con queste parole o con altre simili:
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V.
Fratres, agnoscámus peccáta nostra,
ut apti simus ad sacra mystéria celebránda
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V.
Fratelli, per celebrare degnamente
i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.
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Si fa una
breve pausa di
silenzio.
Poi tutti
insieme fanno la confessione:
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Confíteor
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R. Confíteor Deo omnipoténti
et vobis, fratres, quia peccávi nimis cogitatióne, verbo,
ópere et omissióne: (percutit
sibi pectus ter, dicens)
mea culpa, mea culpa,
mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper
Vírginem, omnes Angelos et Sanctos, et vos, fratres, oráre
pro me ad Dóminum Deum nostrum.
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R. Confesso a Dio onnipotente e
a voi, fratelli, che
ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni,
(ci si batte il petto per tre volte)
per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico
la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi,
fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.
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Oppure:
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V.
Miserére nostri, Dómine.
R. Quia peccávimus tibi.
V.
Osténde nobis, Dómine, misericórdiam
tuam
R. Et salutáre tuum da nobis.
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V.
Pietà di noi, Signore.
R. Contro di te abbiamo peccato.
V.
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
R. E donaci la tua salvezza.
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Oppure:
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V.
Qui missus es sanáre contrítos corde:
Kyrie, eléison.
R. Kyrie, eléison.
V.
Qui peccatóres vocáre venísti:
Christe eléison.
R. Christe eléison.
V.
Qui ad déxteram Patris sedes, ad
interpel- lándum pro nobis:
Kyrie eléison.
R. Kyrie eléison
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V.
Signore mandato dal Padre a salvare
i contriti di cuore, abbi pietà di noi.
R. Signore pietà.
V.
Cristo che sei venuto a chiamare
i peccatori, abbi pietà di noi.
R. Cristo pietà.
V.
Signore che intercedi per noi presso
il Padre, abbi pietà di noi».
R. Signore pietà.
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Segue l'assoluzione del sacerdote:
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V. Misereátur nostri omnípotens
Deus et, dimíssis peccátis nostris, perdúcat nos ad vitam
ætérnam.
R. Amen.
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V. Dio onnipotente abbia
misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca
alla vita eterna.
R. Amen.
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Segue il "Kyrie", se non è
già stato detto o cantato durane l'atto penitenziale.
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Kyrie
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V. Kyrie, eléison.
R. Kyrie, eléison.
V. Christe, eléison.
R. Christe, eléison.
V. Kyrie, eléison.
R. Kyrie, eléison.
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V. Signore, pietà.
R. Signore, pietà.
V. Cristo, pietà.
R. Cristo, pietà.
V. Signore, pietà.
R. Signore, pietà.
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Glória
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È una traduzione terrestre
della gloria del cielo, un'eco affievolita, ma ancora abbastanza
fedele, dei concerti angelici. Si inizia infatti con il
cantico degli Angeli sulla grotta di Betlemme. Se ne ignora
l'autore, ma lo stile semplice, forte, senza ornamenti rivela
un'alta antichità. San Paolo avrebbe potuto sottoscriverlo:
vi è la sua dottrina e quasi il suo stile. La prima parte
canta la gloria del Padre, la seconda quella di Cristo,
la terza quella della Trinità. Vi si ritrovano tutte le
finalità del sacrificio eucaristico: di adorazione (ti adoriamo),
di ringraziamento (ti rendiamo grazie), di riconciliazione
(tu che togli i peccati del mondo), di supplica (accogli
la nostra supplica) e di lode (ti lodiamo).
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V. Glória
in excélsis Deo
R. Et in terra
pax homínibus bonæ voluntátis. Laudámus te, benedícimus
te, adorámus te, glorificámus te, grátias ágimus tibi propter
magnam glóriam tuam, Dómine Deus, Rex cæléstis, Deus Pater
omnípotens. Dómine Fili unigénite, Iesu Christe, Dómine
Deus, Agnus Dei, Fílius Patris, qui tollis peccáta mundi,
miserére nobis; qui tollis peccáta mundi, súscipe deprecatiónem
nostram. Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis. Quóniam
tu solus Sanctus, tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus,
Iesu Christe, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris.
Amen.
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V. Gloria
a Dio nell'alto dei cieli
R. E pace in terra
agli uomini di buona volontà Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la
tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre
onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore
Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati
del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del
mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra
del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu
solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo
Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
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Terminato l'inno, il sacerdote,
a mani giunte dice:
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V. Orémus.
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V. Preghiamo.
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E tutti, insieme con il sacerdote,
pregano in silenzio per qualche momento.
Quindi il sacerdote allarga
le braccia e dice la Colletta:
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Colletta
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In questa preghiera, che cambia
di volta in volta, il sacerdote, riassume (collígere = raccogliere,
riassumere), per presentarli a Dio a nome dei presenti e
di tutta la Chiesa, le aspirazioni e le intenzioni suggerite
dal mistero che si sta celebrando.
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V. ... Per Dóminum nostrum
Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in
unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula sæculórum.
R. Amen.
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V. ... Per il nostro Signore
Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.
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LITURGIA DELLA PAROLA
(Messa dei Catecumeni)
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Il lettore si porta all'ambone
e legge la prima lettura; i fedeli ascoltano seduti.
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Prima Lettura
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Alla fine il lettore conclude
con:
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V. Verbum Dómini.
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V. Parola di Dio.
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I fedeli acclamano:
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R. Deo grátias.
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R. Rendiamo grazie a Dio.
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Il salmista o cantore recita
il salmo; i fedeli partecipano col ritornello.
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Salmo Responsoriale
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Se c'è la seconda lettura,
il lettore la legge all'ambone come sopra.
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Seconda Lettura
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Per indicare la fine della
lettura, aggiunge:
Lat - Verbum Dómini.
Ita - Parola di Dio.
Tutti
acclamano:
Lat -
Deo grátias.
Ita - Rendiamo grazie
a Dio.
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Segue il canto al Vangelo (Alleluia).
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Alleluia
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Se
si usa l'incenso, il sacerdote lo pone nel turibolo. Poi
il diacono che deve proclamare il Vangelo, inchinato davanti
al sacerdote, chiede la benedizione, dicendo con voce sommessa:
Lat - Iube, Domne,
benedícere.
Ita - Benedicimi,
o padre
Il sacerdote con voce sommessa
dice:
Lat - Dóminus sit
in corde tuo et in lábiis tuis: ut digne et competénter
annúnties Evangélium suum: in nómine Patris, et Filii, et
Spíritus Sancti].
Ita - Il Signore
sia nel tuo cuore e sulle tue labbra, perché tu possa annunziare
degnamente il suo Vangelo: nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Il diacono risponde:
Amen.
Se non c'è il diacono, il sacerdote,
inchinandosi davanti all'altare, dice sottovoce:
Lat - Munda cor meum
ac lábia mea, omnípotens Deus, ut sanctum Evangélium tuum
digne válem nuntiáre.
Ita - Purifica il
mio cuore e le mie labbra, Dio onnipotente, perché possa
annunziare degnamente il tuo Vangelo.
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Vangelo
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Poi il diacono, o il sacerdote,
si reca all'ambone, eventualmente accompagnato dal ministri
con l'incenso e i candelieri,
e dice:
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V. Dóminus vobíscum.
R.
Et cum spíritu tuo.
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V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
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V. Léctio sancti Evangélii
secúndum ...
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V. Dal Vangelo secondo
....
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Il diacono o il sacerdote segna
il libro e se stesso in fronte, sulla bocca e sul petto.
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I fedeli si
segnano con una piccola croce in fronte, sulla bocca e sul
petto acclamando:
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R. Gloria Tibi,
Dómine.
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R. Gloria a Te, oh Signore.
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Terminata la lettura, il diacono
o il sacerdote dice:
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V. Verbum Dómini.
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V. Parola del Signore.
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I fedeli acclamano:
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R. Laus tibi, Christe.
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R. Lode a te, o Cristo.
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Poi il diacono o il sacerdote
bacia il libro dicendo sottovoce:
Lat - Per evangélica
dicta deleántur nostra delícta.
Ita - La Parola del
Vangelo cancelli i nostri peccati.
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Segue l'omelia; essa è prescritta
in tutte le domeniche e feste di precetto, ed è raccomandata
negli altri giorni.
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I
Fedeli
ascoltano
seduti l'omelia.
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Omelia
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Dopo l'omelia è opportuno fare
un breve silenzio.
Quindi, quando è prescritta,
si fa la professione di fede
I Fedeli si alzano.
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Professione di Fede o Credo
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Il Credo è detto anche «simbolo»
che vuol dire «insieme di cose» e «segno distintivo»; cosi
è chiamato perché è l'insieme delle principali verità di
fede e il distintivo del cristiano.
Ve ne sono tre:
1) Il Simbolo detto degli Apostoli (p. 6), perché è il riassunto
del loro insegnamento, che si è sentito il bisogno, fin
dai primi tempi, di raccogliere in una breve formula da
insegnare a memoria ai catecumeni. Secondo una pia leggenda
sarebbe stato composto dai dodici prima di separarsi: ognuno,
a cominciare da san Pietro fino a san Mattia, avrebbe per
divina ispirazione pronunciato uno dei dodici articoli di
cui é composto. Il credo era la tessera della fede che i
primi cristiani ricevevano nel battesimo e spesso sigillavano
con il loro sangue. È quello commentato articolo per articolo,
nel Catechismo della Chiesa cattolica.
2) Il Simbolo detto Niceno-Costantinopolitano, composto
nel Concilio di Nicea (325) contro Ario e confermato da
quello di Costantinopoli (381) contro Macedonio. Vi si afferma
più esplicitamente contro di essi la divinità del Figlio
e dello Spirito Santo. È quello della Messa.
3) Il Simbolo detto Atanasiano (p. 190), contro gli errori
di Nestorio e Eutiche condannati dal Concilio di Efeso (431)
e di Calcedonia (451). È stato attribuito a sant'Atanasio.
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V. Credo in unum Deum,
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V. Credo in un solo Dio,
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R.
Patrem omnipoténtem, factórem coeli et terrae, visibílium
ómnium, et invisibílium.
Et in unum Dóminum Iesum Christum, Fílium Dei unigénitum.
Et ex Patre natum
ante ómnia saécula.
Deum de Deo, lumen de lúmine, Deum verum de Deo vero.
Génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómnia
facta sunt.
Qui propter nos hómines, et propter nostram salútem descéndit
de cœlis.
(genuflexio
or caput inclinat)
Et incarnátus est de Spíritu
Sancto ex Maria Vírgine: et homo factus est.
Crucifíxus étiam pro nobis: sub Póntio Pilato passus, et
sepúltus est.
Et resurréxit tértia die, secúndum Scriptúras.
Et ascéndit in coelum: sedet ad déxteram Patris.
Et íterum ventúrus est cum glória iudicáre vivos et mórtuos:
cuius regni non erit finis.
Et in Spíritum Sanctum, Dóminum, et vivificántem: qui ex
Patre, Filióque procédit.
Qui cum Patre et Filio simul adorátur et conglorificátur:
qui locútus est per Prophétas.
Et unam, sanctam, cathólicam et apostólicam Ecclésiam.
Confíteor unum baptísma in remissiónem peccatórum.
Et expécto resurrectiónem mortuórum.
Et vitam
†
ventúri sæculi.
Amen.
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R. Padre onnipotente, creatore
del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.
E in un solo Signore, Gesú Cristo, unigenito Figlio
di Dio.
Nato dal Padre prima di tutti i secoli.
Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero.
Generato, non creato, della stessa sostanza del Padre: per
mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini
e per la nostra salvezza discese dal cielo.
(si genuflette
oppure si china il capo)
E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno
della Vergine Maria: e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi: sotto Ponzio Pilato morí e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture.
È salito al cielo: siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti:
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita:
e procede dal Padre e dal Figlio.
E con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato e ha
parlato per mezzo dei Profeti.
Credo la Chiesa: una, santa, cattolica e apostolica.
Confesso un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti.
E la vita
†
del mondo che verrà.
Amen.
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Segue la preghiera universale
o preghiera dei fedeli.
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Preghiera
dei Fedeli
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Qui termina la Messa così detta
dei Catecumeni (Liturgia della parola) ed ha inizio la Messa
propriamente detta o dei Fedeli (liturgia eucaristica o
sacrificale). Nella Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo
il diacono invita i catecumeni ad uscire.
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Liturgia Eucaristica
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I ministri
preparano sull'altare il corporale, il purificatoio, il
calice e il messale
I fedeli
intanto eseguono il canto di offertorio stando seduti.
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Offertorio
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È bene che i fedeli esprimano
la loro partecipazione per mezzo dell'offerta, portando
il pane e il vino per la celebrazione dell'Eucaristia, o
altri doni per le necessità della Chiesa e dei poveri. Con
l'offertorio ci avviciniamo alla celebrazione del sacrificio.
Offrendo il pane e il vino, già si pensa all'offerta di
Cristo stesso nel quale essi saranno trasformati.
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Il sacerdote, all'altare, prende
la patena con il pane
e tenendola leggermente sollevata
sull'altare, dice:
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V. Benedictus es, Domine,
Deus universi,
quia de tua largitate accepimus
panem, quem
tibi offerimus, fructum terrae et operis manuum hominum,
ex quo nobis
fiet panis vitae.
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V. Benedetto sei tu, Signore,
Dio dell'universo:
dalla tua bontà abbiamo ricevuto
questo pane,
frutto della terra e del lavoro
dell'uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo
di vita eterna.
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Quindi depone sul corporale
la patena con il pane.
Se non si esegue il canto di
offertorio, il sacerdote può dire questa formula ad alta
voce.
Al termine
i fedeli possono acclamare:
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R. Benedictus Deus in saecula.
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R. Benedetto nei secoli il Signore.
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Il diacono, o il sacerdote,
versa nel calice il vino, con un po' d'acqua. Le poche gocce
d'acqua che si mettono nel calice rappresentano: 1) il sangue
e l'acqua usciti dal costato di Gesù; 2) l'unione della
natura umana e divina in Cristo; 3) l'unione nostra a Gesù
Cristo.
Nel frattempo dice sottovoce:
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V. Per huius aquæ et vini
mystérium eius efficiámur divinitátis consórtes, qui humanitátis
nostræ fíeri dignátus est párticeps.
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V. L'acqua unita al vino
sia segno della nostra unione con la vita divina di colui
che ha voluto assumere la nostra natura umana.
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Il sacerdote prende il calice
e tenendolo leggermente sollevato sull'altare, dice:
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V. Benedictus es, Domine,
Deus universi,
quia de tua largitate accepimus
vinum, quod
tibi offerimus, fructum vitis et operis manuum hominum,
ex quo nobis
fiet potus spiritalis.
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V. Benedetto sei tu, Signore,
Dio dell'universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo
vino, frutto
della terra, e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a te,
perché diventi per noi bevanda di salvezza.
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Quindi depone il calice sul
corporale.Se non si esegue il canto di offertorio, il sacerdote
può dire questa formula ad alta voce.
Al
termine i fedeli possono acclamare:
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R. Benedictus Deus in saecula.
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R. Benedetto nei secoli il Signore.
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Il sacerdote,
inchinandosi, dice sottovoce:
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V. In spíritu humilitátis
et in animo contríto suscipiámur a te, Dómine; et sic fiat
sacrifícium nostrum in conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi,
Dómine Deus.
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V. Umili e pentiti accoglici,
o Signore: ti sia gradito il nostro sacrificio che oggi
si compie innanzi a te.
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Si possono
incensare le offerte e l'altare.
Il diacono
o un ministro incensa il sacerdote e i fedeli.
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Abluzione
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Il sacerdote,
a lato dell'altare, si lava le mani dicendo sottovoce:
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V. Lava me, Dómine, ab iniquitáte
mea, et a peccáto meo munda me.
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V. Lavami, Signore, da ogni
colpa, purificami da ogni peccato.
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Orate Fratres
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Ritornato in mezzo all'altare,
rivolto ai fedeli, allargando e ricongiungendo le mani,
il sacerdote dice:
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V. Oráte, fratres, ut meum
ac vestrum sacrifícium acceptábile fiat apud Deum
Patrem omnipoténtem.
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V. Pregate, fratelli, perché
il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente.
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Oppure, una di queste altre
formule:
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V. Pregate, fratelli e sorelle,
perché questa nostra famiglia, radunata
nel nome di Cristo,
possa offrire il sacrificio gradito
a Dio Padre onnipotente.
V. Pregate, fratelli e sorelle,
perché portando all'altare la gioia
e la fatica di ogni giorno,
ci disponiamo a offrire il sacrificio
gradito a Dio Padre onnipotente.
V. Pregate, fratelli e sorelle,
perché il sacrificio della Chiesa,
in questa sosta che la rinfranca
nel suo cammino verso la patria,
sia gradito a Dio Padre onnipotente.
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I fedeli rispondono:
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R. Suscípiat Dóminus sacrifícium
de mánibus tuis ad láudem et glóriam nóminis sui, ad utilitátem
quoque nostram totiusque Ecclésiae suae sanctae.
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R. Il Signore riceva dalle tue
mani questo sacrificio
a lode e gloria del suo nome,
per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.
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Il sacerdote,
con le braccia allargate, dice l'orazione sulle offerte.
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Orazione
sulle Offerte
Parte variabile
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V. Súscipe, Dómine, oblátiones
nostras et in mystérium salútis convérte, cuius virtúte,
et caritáte Vírginis Maríæ, Ecclésiæ Matris, inflammémur
et óperi redemptiónis cum ea árctius sociári mereámur.
Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
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V. Accogli o Padre, le nostre
offerte e trasformale in sacramento di salvezza, perché
ne sperimentiamo i benefici e per l'amorosa intercessione
di Maria, madre della Chiesa, collaboriamo all'opera della
redenzione.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
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PREGHIERA
EUCARISTICA
(Canone
della Messa)
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Siamo al culmine della Messa.
Qui si entra propriamente nella celebrazione del sacrificio,
quando la liturgia terrestre e quella celeste quasi si fondono.
Il sacerdote, nel Prefazio - che è l'introduzione solenne
della grande preghiera eucaristica -, invoca gli angeli
e unisce alla loro la preghiera della Chiesa terrena. In
questo momento si realizza in modo speciale quello che è
affermato nella lettera agli Ebrei: «non abbiamo quaggiù
una città stabile, ma cerchiamo quella futura» (Eb 13,14)
e «voi vi siete […] accostati al monte di Sion e alla città
del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di
angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea dei primogeniti
iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti
dei giusti portati alla perfezione, al Mediatore della Nuova
Alleanza e al sangue dell'aspersione dalla voce più eloquente
di quello di Abele» (Eb 12,22-24).
Il prefazio culmina nel Sanctus
o Trisagio in cui si esprime il fine ultimo della liturgia
celeste e terrestre e… della vita dell'uomo (Esercizi Spirituali
23). Cfr. Is 6,3; Apoc 4,8. Il Sanctus è incessante in cielo,
col prefazio ci si immette in questa lode eterna. «Nella
liturgia terrena noi partecipiamo, pregustandola, a quella
celeste, che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme,
verso la quale tendiamo come pellegrini […]; con tutte le
schiere della milizia celeste cantiamo al Signore l'inno
di gloria» (Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium,
n. 8).
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Prefazio
Parte variabile
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Il sacerdote
inizia la Preghiera eucaristica con il prefazio.
Allargando
le braccia e dialogando con i fedeli, dice:
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V. Dóminus vobíscum.
R. Et cum spíritu tuo.
V. Sursum corda (surgit).
R. Habémus ad Dóminum.
V. Grátias agámus Dómino
Deo nostro.
R. Dignum et iustum est.
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V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri
cuori (Ci si alza in piedi).
Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie
al Signore, nostro Dio.
R. È cosa buona e giusta.
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Il sacerdote continua il prefazio
con le braccia allargate.
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V. Vere dignum et iustum
est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias
ágere: Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus: Et
te in celebratióne beátæ Maríæ Vírginis débitis magnificáre
præcóniis. Quæ Verbum tuum immaculáto corde suscípiens virgíneo
méruit sinu concípere atque, páriens Conditórem, Ecclésiæ
fovit exórdia. Quæ iuxta crucem testaméntum divínæ caritátis
accípiens univérsos hómines in fílios assúmpsit, Christi
morte ad supérnam vitam generátos. Quæ, cum Apóstoli Promíssum
exspectárent tuum, supplicatiónem suam discipulórum précibus
iungens, exémplar éxstitit orántis Ecclésiæ. Ad glóriam
autem evécta cælórum, Ecclésiam peregrinántem matérno proséquitur
amóre eiúsque gressus ad pátriam tuétur benígna, donec dies
Dómini gloriósus advéniat. Et ídeo, cum Sanctis et Angelis
univérsis te collaudámus, sine fine dicéntes:
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V. È veramente giusto renderti
grazie, è bello esaltare il tuo nome, Padre santo, Dio onnipotente
ed eterno. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo,
nella memoria della beata Vergine Maria. All'annunzio dell'angelo,
accolse nel cuore immacolato il tuo Verbo e meritò di concepirlo
nel grembo verginale; divenendo madre del suo Creatore,
segnò gli inizi della Chiesa. Ai piedi della croce, per
il testamento d'amore del tuo Figlio, estese la sua maternità
a tutti gli uomini, generati dalla morte di Cristo per una
vita che non avrà mai fine. Immagine e modello della Chiesa
orante, si unì alla preghiera degli Apostoli nell'attesa
dello Spirito Santo. Assunta alla gloria del cielo, accompagna
con materno amore la Chiesa e la protegge nel cammino verso
la patria, fino al giorno glorioso del Signore. E noi, uniti
agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della
tua lode:
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Alla fine il sacerdote congiunge
le mani e conclude il prefazio cantando insieme con i fedeli
o dicendo ad alta voce il "Sanctus":
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Sanctus
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R. Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra glória
tua.
Hosánna in excélsis.
†
Benedíctus
qui venit in nómine Dómini.
Hosánna in excélsis.
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R.
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della
tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
†
Benedetto colui
che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
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Preghiera Eucaristica - I
o Canone Romano
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Il sacerdote, con le braccia
allargate, dice:
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V. Te ígitur, clementíssime
Pater, per Iesum Christum, Fílium tuum, Dóminum nostrum,
súpplices rogámus ac pétimus,
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V. Padre clementissimo, noi
ti supplichiamo e ti chiediamo
per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro
Signore,
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traccia un unico segno di croce
sul pane e sul calice, dicendo:
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uti accépta hábeas
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di accettare questi doni,
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congiunge le mani e dice:
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et benedícas hæc dona, hæc múnera,
hæc sancta sacrifícia illibáta,
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di benedire queste offerte,
questo santo
e immacolato sacrificio.
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Preghiera per la Chiesa Militante
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Allargando le braccia, continua:
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in primis, quæ tibi offérimus pro
Ecclésia tua sancta cathólica: quam pacificáre, custodíre,
adunáre et régere dignéris toto orbe terrárum: una cum fámulo
tuo Papa nostro N. et Antístite
nostro N. et ómnibus orthodóxis
atque cathólicæ et apostólicæ fídei cultóribus.
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Noi te l'offriamo anzitutto
per la tua Chiesa
santa e cattolica,
perché tu le dia pace e la protegga,
la raccolga
nell'unità e la governi su tutta la terra,
con il tuo servo il nostro Papa
N,
il nostro Vescovo
N
e con tutti quelli che custodiscono
la fede cattolica,
trasmessa dagli Apostoli.
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Intercessioni
per i vivi
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Meménto, Dómine, famulórum famularúmque
tuárum [N. et
N.]
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Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli
[N. e
N.]
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Congiunge le mani e prega brevemente
per quelli che vuole ricordare.
Poi, con le braccia allargate,
continua:
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et ómnium circumstántium, quorum
tibi fides cógnita est et nota devótio, pro quibus tibi
offérimus: vel qui tibi ófferunt hoc sacrifícium laudis,
pro se suísque ómnibus: pro redemptióne animárum suárum,
pro spe salútis et incolumitátis suæ: tibíque reddunt vota
sua ætérno Deo, vivo et vero.
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Ricordati di tutti i presenti, dei
quali conosci la fede e la devozione: per loro ti offriamo
e anch'essi ti offrono questo sacrificio di lode, e innalzano
la preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero, per ottenere
a sé e ai loro cari redenzione, sicurezza di vita e salute.
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Il celebrante chiama attorno
all'altare la Chiesa trionfante
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Communicántes, et memóriam venerántes,
in primis gloriósæ semper Vírginis Maríæ, Genitrícis Dei
et Dómini nostri Iesu Christi: sed et beáti Ioseph, eiúsdem
Vírginis Sponsi, et beatórum apostolórum ac mártyrum tuórum,
Petri et Pauli, Andréæ, [Iacóbi, Ioánnis, Thomæ, Iacóbi,
Philíppi, Bartholomaéi, Matthaéi, Simónis et Thaddaéi: Lini,
Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii,
Chrysógoni, Ioánnis et Pauli, Cosmæ et Damiáni] et ómnium
Sanctórum tuórum; quorum méritis precibúsque concédas, ut
in ómnibus protectiónis tuæ muniámur auxílio.
Congiunge le mani e dice:
Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
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In comunione con tutta la Chiesa,
ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre Vergine
Maria, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe,
suo sposo, i santi apostoli e martiri: Pietro e Paolo, Andrea,
[Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo,
Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio
e Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma
e Damiano] e tutti i santi; per i loro meriti e le loro
preghiere donaci sempre aiuto e protezione.
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Con le braccia allargate prosegue:
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Hanc ígitur oblatiónem servitútis
nostræ, sed et cunctæ famíliæ tuæ, quaésumus, Dómine ut
placátus accípias: diésque nostros in tua pace dispónas,
atque ab ætérna damnatióne nos éripi et in electórum tuórum
iúbeas grege numerári.
Congiunge le mani e dice:
Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
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Accètta con benevolenza, o Signore,
l'offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la
tua famiglia: disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci
dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti.
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Congiunge le mani.
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Epíclesi
Consacratoria
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L'epíclesi è una preghiera
rivolta a Dio Padre che lo sollecita a concedere l'effetto
desiderato (qui la transustanziazione) mandando lo Spirito
Santo. Tenendo le mani stese sulle offerte, dice:
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Quam oblatiónem tu, Deus, in ómnibus,
quaésumus, benedíctam, adscríptam, ratam, rationábilem,
acceptabilémque fácere dignéris :ut nobis Corpus et Sanguis
fiat dilectíssimi Filii tui, Dómini nostri Iesu Christi.
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Santifica, o Dio, questa offerta
con la potenza
della tua benedizione,
e degnati di accettarla a nostro
favore, in sacrificio
spirituale e perfetto,
perché diventi per noi il corpo
e il sangue
del tuo amatissimo Figlio,
il Signore nostro Gesù Cristo.
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Congiunge le mani. Racconto
dell'istituzione e consacrazione
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È il momento più solenne. Il
sacerdote quasi scompare: nel racconto dell'istituzione
dell'eucaristia è Gesù che parla per bocca sua e compie
il grande prodigio. Il ministrante può avvertire i fedeli
con un segno di campanello. Così pure può suonare il campanello
ad ogni ostensione.
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Nelle formule seguenti le parole
del Signore si pronunziano con voce chiara e distinta, come
è richiesto dalla loro natura.
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Qui, prídie quam paterétur,
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La vigilia della sua passione,
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prende il pane e tenendolo
alquanto sollevato sull'altare prosegue:
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accépit panem in sanctas ac venerábiles
manus suas,
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Egli prese il pane nelle sue mani
sante e venerabili
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alza gli occhi:
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et elevátis óculis in cælum ad te
Deum Patrem suum omnipoténtem, tibi grátias
agens benedíxit,fregit, dedítque discípulis suis, dicens:
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e alzando gli occhi al cielo a te
Dio Padre suo
onnipotente,
rese grazie con la preghiera di
benedizione,
spezzò il pane, lo diede ai suoi
discepoli, e disse:
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inchinandosi leggermente:
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AccÍpite et manducÁte ex hoc
omnes:
hoc est enim corpus
meum,
quod pro vobis tradétur.
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Prendete, e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo,
offerto in sacrificio per voi.
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Presenta ai fedeli l'ostia
consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione.
Poi riprende:
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Símili modo, postquam cenátum est,
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Dopo la cena, allo stesso modo,
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prende il calice e tenendolo
alquanto sollevato sull'altare prosegue:
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accípiens et hunc præclárum cálicem
in sanctas ac venerábiles manus suas, item tibi grátias
agens benedíxit, dedítque discípulis suis, dicens:
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prese questo glorioso calice
nelle sue mani
sante e venerabili,
ti rese grazie con la preghiera
di benedizione,
lo diede ai suoi discepoli, e disse:
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inchinandosi leggermente:
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AccÍpite et bÍbite ex eo omnes:
hic est enim calix
sánguinis mei novi et ÆtÉrni testaménti, qui pro vobis et
pro multis effundétur in remissiónem peccatórum.
Hoc fÁcite in meam
commemoratiónem.
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PRENDETE, E BEVETENE
TUTTI:
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