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RITO DELLA S. MESSA - Rito Romano, Forma Ordinaria

 

INDICE

 

- INDICE

- RITI INIZIALI

- Antifona d'ingresso

- Atto Penitenziale

- Confiteor

- Kyrie

- Glória

- Colletta

- LITURGIA DELLA PAROLA (Messa dei Catecumeni)

- Prima Lettura

- Salmo Responsoriale

- Seconda Lettura

- Alleluia

- Vangelo

- Omelia

- Professione di Fede o Credo

- Preghiera dei Fedeli

- Liturgia Eucaristica

- Offertorio

- Abluzione

- Orate Fratres

- Orazione sulle Offerte

- PREGHIERA EUCARISTICA (Canone della Messa)

- Prefazio

- Sanctus

- Preghiera Eucaristica - I , o Canone Romano

- Preghiera per la Chiesa Militante

- Intercessioni per i vivi

- Epíclesi Consacratoria

- Anámnesi e offerta

 

- Intercessione per i defunti

- Conclusione del Canone e dossologia

- Preghiera Eucaristica - II

- Prefazio

- Sanctus

- Epíclesi Consacratoria

- Anámnesi e offerta

- Preghiera per la Chiesa Militante

- Preghiera per la Chiesa Purgante

- Preghiera per la Chiesa Trionfante

- Preghiera Eucaristica - III

- Epíclesi Consacratoria

- Anámnesi e offerta

- Per la Chiesa Militante

- Per la Chiesa Purgante

- Preghiera Eucaristica - IV

- Prefazio

- Sanctus

- Epíclesi Consacratoria

- Anámnesi e offerta

- Preghiera per la Chiesa Militante

- Preghiera per la Chiesa Purgante

- Riti di Comunione

- Pater Noster

- Scambio del Segno di Pace

- Agnus Dei

- Antifona alla Comunione

- Orazione dopo la Comunione

- Riti di conclusione

- Congedo

RITI INIZIALI

 

Il sacerdote con i ministri si reca all'altare; intanto si esegue il canto d'ingresso.

Antifona d'ingresso

 

Parte variabile che rende il significato speciale del giorno o della festa

V. Erant discípuli perseverántes unanímiter in oratióne cum María, matre Iesu. [cfr. At 1, 14].

 

V. I discepoli erano assidui e concordi nella preghiera con Maria, madre di Gesù.

Giunto all'altare il sacerdote con i ministri fa la debita riverenza, bacia l'altare - che rappresenta Gesù - ed eventualmente lo incensa. Poi, con i ministri si reca alla sede. Terminato il canto d'ingresso, sacerdote e fedeli, in piedi, fanno il segno della croce.Il sacerdote dice:

V. In nómine Patris et Fílii et Spíritus Sancti.

R. Amen.

V. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spinto Santo.

R. Amen.

 

Segue il saluto, che il sacerdote rivolge ai fedeli allargando le braccia e dicendo:

V. Grátia Dómini nostri Iesu Christi, et cáritas  Dei,  et  communicátio Sancti Spíritus sit cum ómnibus vobis.

 

V. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.

Oppure:

V. Grátia vobis et pax a Deo Patre nostro et Dómino Iesu Christo.

 

V. La grazia e la pace di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.

Oppure:

V. Dóminus vobíscum.

 

V. Il Signore sia con voi.

I fedeli rispondono:

R. Et cum spíritu tuo.

 

R. E con il tuo spirito.

Il sacerdote, o il diacono, o un altro ministro idoneo, può fare una brevissima presentazione della Messa del giorno. Segue l'atto penitenziale.

 

Atto Penitenziale

 

Il sacerdote invita i fedeli al pentimento con queste parole o con altre simili:

V. Fratres, agnoscámus peccáta nostra, ut apti simus ad sacra mystéria celebránda

 

V. Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.

Si fa una breve pausa di silenzio.

Poi tutti insieme fanno la confessione:

Confíteor

 

R. Confíteor Deo omnipoténti et vobis, fratres, quia peccávi nimis cogitatióne, verbo, ópere et omissióne: (percutit sibi pectus ter, dicens) mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper  Vírginem, omnes Angelos et Sanctos, et vos, fratres, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.

R. Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, (ci si batte il petto per tre volte) per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

 

Oppure:

V. Miserére nostri, Dómine.

R. Quia peccávimus tibi.

V. Osténde  nobis, Dómine, misericórdiam tuam

R. Et salutáre tuum da nobis.

 

V. Pietà di noi, Signore.

R. Contro di te abbiamo peccato.

V. Mostraci, Signore, la tua misericordia.

R. E donaci la tua salvezza.

Oppure:

V. Qui missus es sanáre contrítos corde:

Kyrie, eléison.

R. Kyrie, eléison.

V. Qui peccatóres vocáre venísti:

Christe eléison.

R. Christe eléison.

V. Qui ad déxteram Patris sedes, ad interpel- lándum pro nobis:

Kyrie eléison.

R. Kyrie eléison

V. Signore mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore, abbi pietà di noi.

R. Signore pietà.

V. Cristo che sei venuto a chiamare i peccatori, abbi pietà di noi.

R. Cristo pietà.

V. Signore che intercedi per noi presso il Padre, abbi pietà di noi».

R. Signore pietà.

Segue l'assoluzione del sacerdote:

V. Misereátur nostri omnípotens Deus et, dimíssis peccátis nostris, perdúcat nos ad vitam ætérnam.

R. Amen.

 

V. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

Segue il "Kyrie", se non è già stato detto o cantato durane l'atto penitenziale.

Kyrie

 

V. Kyrie, eléison.

R. Kyrie, eléison.

V. Christe, eléison.

R. Christe, eléison.

V. Kyrie, eléison.

R. Kyrie, eléison.

 

V. Signore, pietà.

R. Signore, pietà.

V. Cristo, pietà.

R. Cristo, pietà.

V. Signore, pietà.

R. Signore, pietà.

Glória

 

È una traduzione terrestre della gloria del cielo, un'eco affievolita, ma ancora abbastanza fedele, dei concerti angelici. Si inizia infatti con il cantico degli Angeli sulla grotta di Betlemme. Se ne ignora l'autore, ma lo stile semplice, forte, senza ornamenti rivela un'alta antichità. San Paolo avrebbe potuto sottoscriverlo: vi è la sua dottrina e quasi il suo stile. La prima parte canta la gloria del Padre, la seconda quella di Cristo, la terza quella della Trinità. Vi si ritrovano tutte le finalità del sacrificio eucaristico: di adorazione (ti adoriamo), di ringraziamento (ti rendiamo grazie), di riconciliazione (tu che togli i peccati del mondo), di supplica (accogli la nostra supplica) e di lode (ti lodiamo).

V. Glória in excélsis Deo

R. Et in terra pax homínibus bonæ voluntátis. Laudámus te, benedícimus te, adorámus te, glorificámus te, grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam, Dómine Deus, Rex cæléstis, Deus Pater omnípotens. Dómine Fili unigénite, Iesu Christe, Dómine Deus, Agnus Dei, Fílius Patris, qui tollis peccáta mundi, miserére nobis; qui tollis peccáta mundi, súscipe deprecatiónem nostram. Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis. Quóniam tu solus Sanctus, tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus, Iesu Christe, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris. Amen.

V. Gloria a Dio nell'alto dei cieli

R. E pace in terra agli uomini di buona volontà Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

Terminato l'inno, il sacerdote, a mani giunte dice:

V. Orémus.

V. Preghiamo.

E tutti, insieme con il sacerdote, pregano in silenzio per qualche momento.

Quindi il sacerdote allarga le braccia e dice la Colletta:

Colletta

 

In questa preghiera, che cambia di volta in volta, il sacerdote, riassume (collígere = raccogliere, riassumere), per presentarli a Dio a nome dei presenti e di tutta la Chiesa, le aspirazioni e le intenzioni suggerite dal mistero che si sta celebrando.

V. ... Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula sæculórum.

R. Amen.

V. ... Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

R. Amen.

 

LITURGIA DELLA PAROLA

(Messa dei Catecumeni)

 

Il lettore si porta all'ambone e legge la prima lettura; i fedeli ascoltano seduti.

Prima Lettura

 

Alla fine il lettore conclude con:

V. Verbum Dómini.

 

V. Parola di Dio.

I fedeli acclamano:

R. Deo grátias.

 

R. Rendiamo grazie a Dio.

Il salmista o cantore recita il salmo; i fedeli partecipano col ritornello.

Salmo Responsoriale

 

Se c'è la seconda lettura, il lettore la legge all'ambone come sopra.

Seconda Lettura

Per indicare la fine della lettura, aggiunge:

Lat - Verbum Dómini.

Ita - Parola di Dio.

Tutti acclamano:

Lat - Deo grátias.

Ita - Rendiamo grazie a Dio.

Segue il canto al Vangelo (Alleluia).

Alleluia

 

Se si usa l'incenso, il sacerdote lo pone nel turibolo. Poi il diacono che deve proclamare il Vangelo, inchinato davanti al sacerdote, chiede la benedizione, dicendo con voce sommessa:

Lat - Iube, Domne, benedícere.

Ita - Benedicimi, o padre

Il sacerdote con voce sommessa dice:

Lat - Dóminus sit in corde tuo et in lábiis tuis: ut digne et competénter annúnties Evangélium suum: in nómine Patris, et Filii, et Spíritus Sancti].

Ita - Il Signore sia nel tuo cuore e sulle tue labbra, perché tu possa annunziare degnamente il suo Vangelo: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Il diacono risponde:

Amen.

Se non c'è il diacono, il sacerdote, inchinandosi davanti all'altare, dice sottovoce:

Lat - Munda cor meum ac lábia mea, omnípotens Deus, ut sanctum Evangélium tuum digne válem nuntiáre.

Ita - Purifica il mio cuore e le mie labbra, Dio onnipotente, perché possa annunziare degnamente il tuo Vangelo.

Vangelo

 

Poi il diacono, o il sacerdote, si reca all'ambone, eventualmente accompagnato dal ministri

con l'incenso e i candelieri, e dice:

 

V. Dóminus vobíscum.

R. Et cum spíritu tuo.

V. Il Signore sia con voi.

R. E con il tuo spirito.

V. Léctio sancti Evangélii secúndum ...

 

V. Dal Vangelo secondo ....

Il diacono o il sacerdote segna il libro e se stesso in fronte, sulla bocca e sul petto.

 

I fedeli si segnano con una piccola croce in fronte, sulla bocca e sul petto acclamando:

R. Gloria Tibi, Dómine.

 

R. Gloria a Te, oh Signore.

Terminata la lettura, il diacono o il sacerdote dice:

V. Verbum Dómini.

 

V. Parola del Signore.

I fedeli acclamano:

R. Laus tibi, Christe.

R. Lode a te, o Cristo.

Poi il diacono o il sacerdote bacia il libro dicendo sottovoce:

Lat - Per evangélica dicta deleántur nostra delícta.

Ita - La Parola del Vangelo cancelli i nostri peccati.

Segue l'omelia; essa è prescritta in tutte le domeniche e feste di precetto, ed è raccomandata negli altri giorni.

I Fedeli ascoltano seduti l'omelia.

Omelia

 

Dopo l'omelia è opportuno fare un breve silenzio.

Quindi, quando è prescritta, si fa la professione di fede

I Fedeli si alzano.

 

Professione di Fede o Credo

 

Il Credo è detto anche «simbolo» che vuol dire «insieme di cose» e «segno distintivo»; cosi è chiamato perché è l'insieme delle principali verità di fede e il distintivo del cristiano.

Ve ne sono tre:
1) Il Simbolo detto degli Apostoli (p. 6), perché è il riassunto del loro insegnamento, che si è sentito il bisogno, fin dai primi tempi, di raccogliere in una breve formula da insegnare a memoria ai catecumeni. Secondo una pia leggenda sarebbe stato composto dai dodici prima di separarsi: ognuno, a cominciare da san Pietro fino a san Mattia, avrebbe per divina ispirazione pronunciato uno dei dodici articoli di cui é composto. Il credo era la tessera della fede che i primi cristiani ricevevano nel battesimo e spesso sigillavano con il loro sangue. È quello commentato articolo per articolo, nel Catechismo della Chiesa cattolica.
2) Il Simbolo detto Niceno-Costantinopolitano, composto nel Concilio di Nicea (325) contro Ario e confermato da quello di Costantinopoli (381) contro Macedonio. Vi si afferma più esplicitamente contro di essi la divinità del Figlio e dello Spirito Santo. È quello della Messa.
3) Il Simbolo detto Atanasiano (p. 190), contro gli errori di Nestorio e Eutiche condannati dal Concilio di Efeso (431) e di Calcedonia (451). È stato attribuito a sant'Atanasio.

 

V. Credo in unum Deum,

V. Credo in un solo Dio,

R. Patrem omnipoténtem, factórem coeli et terrae, visibílium ómnium, et invisibílium.
Et in unum Dóminum Iesum Christum, Fílium Dei unigénitum.
Et ex Patre n
atum ante ómnia saécula.
Deum de Deo, lumen de lúmine, Deum verum de Deo vero.
Génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómnia facta sunt.
Qui propter nos hómines, et propter nostram salútem descéndit de cœlis.

(genuflexio or caput inclinat)

Et incarnátus est de Spíritu Sancto ex Maria Vírgine: et homo factus est.
Crucifíxus étiam pro nobis: sub Póntio Pilato passus, et sepúltus est.
Et resurréxit tértia die, secúndum Scriptúras.
Et ascéndit in coelum: sedet ad déxteram Patris.
Et íterum ventúrus est cum glória iudicáre vivos et mórtuos: cuius regni non erit finis.
Et in Spíritum Sanctum, Dóminum, et vivificántem: qui ex Patre, Filióque procédit.
Qui cum Patre et Filio simul adorátur et conglorificátur: qui locútus est per Prophétas.
Et unam, sanctam, cathólicam et apostólicam Ecclésiam.
Confíteor unum baptísma in remissiónem peccatórum.
Et expécto resurrectiónem mortuórum.
Et vitam
ventúri sæculi.
Amen.

R. Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.
E in un solo Signore,  Gesú Cristo, unigenito Figlio di Dio.
Nato dal Padre prima di tutti i secoli.
Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero.
Generato, non creato, della stessa sostanza del Padre: per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo.

(si genuflette oppure si china il capo)
E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria: e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi: sotto Ponzio Pilato morí e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture.
È salito al cielo: siede alla destra del Padre.

E di nuovo verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine.
Credo  nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita: e procede dal Padre e dal Figlio.
E con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei Profeti.
Credo la Chiesa: una, santa, cattolica e apostolica.
Confesso un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti.
E la vita
del mondo che verrà.
Amen.

Segue la preghiera universale o preghiera dei fedeli.

 

Preghiera dei Fedeli

 

Qui termina la Messa così detta dei Catecumeni (Liturgia della parola) ed ha inizio la Messa propriamente detta o dei Fedeli (liturgia eucaristica o sacrificale). Nella Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo il diacono invita i catecumeni ad uscire.

 

Liturgia Eucaristica

 

I ministri preparano sull'altare il corporale, il purificatoio, il calice e il messale

I fedeli intanto eseguono il canto di offertorio stando seduti.

 

Offertorio

 

È bene che i fedeli esprimano la loro partecipazione per mezzo dell'offerta, portando il pane e il vino per la celebrazione dell'Eucaristia, o altri doni per le necessità della Chiesa e dei poveri. Con l'offertorio ci avviciniamo alla celebrazione del sacrificio. Offrendo il pane e il vino, già si pensa all'offerta di Cristo stesso nel quale essi saranno trasformati.

Il sacerdote, all'altare, prende la patena con il pane

e tenendola leggermente sollevata sull'altare, dice:

V. Benedictus es, Domine, Deus universi, quia de tua largitate accepimus panem, quem tibi offerimus, fructum terrae et operis manuum hominum, ex quo nobis fiet panis vitae.

 

V. Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.

Quindi depone sul corporale la patena con il pane.

Se non si esegue il canto di offertorio, il sacerdote può dire questa formula ad alta voce.

Al termine i fedeli possono acclamare:

R. Benedictus Deus in saecula.

R. Benedetto nei secoli il Signore.

Il diacono, o il sacerdote, versa nel calice il vino, con un po' d'acqua. Le poche gocce d'acqua che si mettono nel calice rappresentano: 1) il sangue e l'acqua usciti dal costato di Gesù; 2) l'unione della natura umana e divina in Cristo; 3) l'unione nostra a Gesù Cristo.

Nel frattempo dice sottovoce:

V. Per huius aquæ et vini mystérium eius efficiámur divinitátis consórtes, qui humanitátis nostræ fíeri dignátus est párticeps.

 

V. L'acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di colui che ha voluto assumere la nostra natura umana.

Il sacerdote prende il calice e tenendolo leggermente sollevato sull'altare, dice:

V. Benedictus es, Domine, Deus universi, quia de tua largitate accepimus vinum, quod tibi offerimus, fructum vitis et operis manuum hominum, ex quo nobis fiet potus spiritalis.

 

V. Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, frutto della terra, e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi bevanda di salvezza.

Quindi depone il calice sul corporale.Se non si esegue il canto di offertorio, il sacerdote può dire questa formula ad alta voce.

Al termine i fedeli possono acclamare:

R. Benedictus Deus in saecula.

R. Benedetto nei secoli il Signore.

Il sacerdote, inchinandosi, dice sottovoce:

V. In spíritu humilitátis et in animo contríto suscipiámur a te, Dómine; et sic fiat sacrifícium nostrum in conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi, Dómine Deus.

 

V. Umili e pentiti accoglici, o Signore: ti sia gradito il nostro sacrificio che oggi si compie innanzi a te.

Si possono incensare le offerte e l'altare.

Il diacono o un ministro incensa il sacerdote e i fedeli.

Abluzione

 

Il sacerdote, a lato dell'altare, si lava le mani dicendo sottovoce:

 

V. Lava me, Dómine, ab iniquitáte mea, et a peccáto meo munda me.

V. Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato.

Orate Fratres

 

Ritornato in mezzo all'altare, rivolto ai fedeli, allargando e ricongiungendo le mani, il sacerdote dice:

V. Oráte, fratres, ut meum ac vestrum sacrifícium acceptábile fiat apud  Deum Patrem omnipoténtem.

V. Pregate, fratelli, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente.

Oppure, una di queste altre formule:

 

V. Pregate, fratelli e sorelle,

perché questa nostra famiglia, radunata nel nome di Cristo,

possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.

 

V. Pregate, fratelli e sorelle,

perché portando all'altare la gioia e la fatica di ogni giorno,

ci disponiamo a offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.

   

V. Pregate, fratelli e sorelle,

perché il sacrificio della Chiesa,

in questa sosta che la rinfranca nel suo cammino verso la patria,

sia gradito a Dio Padre onnipotente.

 

I fedeli rispondono:

R. Suscípiat Dóminus sacrifícium de mánibus tuis ad láudem et glóriam nóminis sui, ad utilitátem quoque nostram totiusque Ecclésiae suae sanctae.

 

R. Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.

Il sacerdote, con le braccia allargate, dice l'orazione sulle offerte.

Orazione sulle Offerte

Parte variabile

V. Súscipe, Dómine, oblátiones nostras et in mystérium salútis convérte, cuius virtúte, et caritáte Vírginis Maríæ, Ecclésiæ Matris, inflammémur et óperi redemptiónis cum ea árctius sociári mereámur.
Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

 

V. Accogli o Padre, le nostre offerte e trasformale in sacramento di salvezza, perché ne sperimentiamo i benefici e per l'amorosa intercessione di Maria, madre della Chiesa, collaboriamo all'opera della redenzione.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

PREGHIERA EUCARISTICA

(Canone della Messa)

 

Siamo al culmine della Messa. Qui si entra propriamente nella celebrazione del sacrificio, quando la liturgia terrestre e quella celeste quasi si fondono. Il sacerdote, nel Prefazio - che è l'introduzione solenne della grande preghiera eucaristica -, invoca gli angeli e unisce alla loro la preghiera della Chiesa terrena. In questo momento si realizza in modo speciale quello che è affermato nella lettera agli Ebrei: «non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura» (Eb 13,14) e «voi vi siete […] accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti portati alla perfezione, al Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue dell'aspersione dalla voce più eloquente di quello di Abele» (Eb 12,22-24).

Il prefazio culmina nel Sanctus o Trisagio in cui si esprime il fine ultimo della liturgia celeste e terrestre e… della vita dell'uomo (Esercizi Spirituali 23). Cfr. Is 6,3; Apoc 4,8. Il Sanctus è incessante in cielo, col prefazio ci si immette in questa lode eterna. «Nella liturgia terrena noi partecipiamo, pregustandola, a quella celeste, che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini […]; con tutte le schiere della milizia celeste cantiamo al Signore l'inno di gloria» (Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum Concilium, n. 8).

 

Prefazio

Parte variabile

Il sacerdote inizia la Preghiera eucaristica con il prefazio.

Allargando le braccia e dialogando con i fedeli, dice:

V. Dóminus vobíscum.

R. Et cum spíritu tuo.

V. Sursum corda (surgit).

R. Habémus ad Dóminum.

V. Grátias agámus Dómino Deo nostro.

R. Dignum et iustum est.

V. Il Signore sia con voi.

R. E con il tuo spirito.

V.  In alto i nostri cuori (Ci si alza in piedi).

Sono rivolti al Signore.

V.  Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.

R. È cosa buona e giusta.

Il sacerdote continua il prefazio con le braccia allargate.

V. Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus: Et te in celebratióne beátæ Maríæ Vírginis débitis magnificáre præcóniis. Quæ Verbum tuum immaculáto corde suscípiens virgíneo méruit sinu concípere atque, páriens Conditórem, Ecclésiæ fovit exórdia. Quæ iuxta crucem testaméntum divínæ caritátis accípiens univérsos hómines in fílios assúmpsit, Christi morte ad supérnam vitam generátos. Quæ, cum Apóstoli Promíssum exspectárent tuum, supplicatiónem suam discipulórum précibus iungens, exémplar éxstitit orántis Ecclésiæ. Ad glóriam autem evécta cælórum, Ecclésiam peregrinántem matérno proséquitur amóre eiúsque gressus ad pátriam tuétur benígna, donec dies Dómini gloriósus advéniat. Et ídeo, cum Sanctis et Angelis univérsis te collaudámus, sine fine dicéntes:

 

V. È veramente giusto renderti grazie, è bello esaltare il tuo nome, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo, nella memoria della beata Vergine Maria. All'annunzio dell'angelo, accolse nel cuore immacolato il tuo Verbo e meritò di concepirlo nel grembo verginale; divenendo madre del suo Creatore, segnò gli inizi della Chiesa. Ai piedi della croce, per il testamento d'amore del tuo Figlio, estese la sua maternità a tutti gli uomini, generati dalla morte di Cristo per una vita che non avrà mai fine. Immagine e modello della Chiesa orante, si unì alla preghiera degli Apostoli nell'attesa dello Spirito Santo. Assunta alla gloria del cielo, accompagna con materno amore la Chiesa e la protegge nel cammino verso la patria, fino al giorno glorioso del Signore. E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lode:

Alla fine il sacerdote congiunge le mani e conclude il prefazio cantando insieme con i fedeli o dicendo ad alta voce il "Sanctus":

 Sanctus

 

R. Sanctus, Sanctus, Sanctus

Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra glória tua.

Hosánna in excélsis.

Benedíctus qui venit in nómine Dómini.

Hosánna in excélsis.

 

R. Santo, Santo, Santo

il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell'alto dei cieli.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Osanna nell'alto dei cieli.

Preghiera Eucaristica - I

o Canone Romano

 

Il sacerdote, con le braccia allargate, dice:

V. Te ígitur, clementíssime Pater, per Iesum Christum, Fílium tuum, Dóminum nostrum,  súpplices rogámus ac pétimus,

V. Padre clementissimo, noi ti supplichiamo e ti chiediamo per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,

traccia un unico segno di croce sul pane e sul calice, dicendo:

uti accépta hábeas

di accettare questi doni,

congiunge le mani e dice:

et benedícas hæc dona, hæc múnera, hæc sancta sacrifícia illibáta,

di benedire queste offerte, questo santo e immacolato sacrificio.

Preghiera per la Chiesa Militante

 

Allargando le braccia, continua:

 

in primis, quæ tibi offérimus pro Ecclésia tua sancta cathólica: quam pacificáre, custodíre, adunáre et régere dignéris toto orbe terrárum: una cum fámulo tuo Papa nostro N. et Antístite nostro N. et ómnibus orthodóxis atque cathólicæ et apostólicæ fídei cultóribus.

Noi te l'offriamo anzitutto per la tua Chiesa santa e cattolica, perché tu le dia pace e la protegga, la raccolga nell'unità e la governi su tutta la terra, con il tuo servo il nostro Papa N, il nostro Vescovo N e con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica, trasmessa dagli Apostoli.

Intercessioni per i vivi

 

Meménto, Dómine, famulórum famularúmque tuárum [N. et N.]

Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli [N. e N.]
 

Congiunge le mani e prega brevemente per quelli che vuole ricordare.

Poi, con le braccia allargate, continua:

et ómnium circumstántium, quorum tibi fides cógnita est et nota devótio, pro quibus tibi offérimus: vel qui tibi ófferunt hoc sacrifícium laudis, pro se suísque ómnibus: pro redemptióne animárum suárum, pro spe salútis et incolumitátis suæ: tibíque reddunt vota sua ætérno Deo, vivo et vero.

Ricordati di tutti i presenti, dei quali conosci la fede e la devozione: per loro ti offriamo e anch'essi ti offrono questo sacrificio di lode, e innalzano la preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero, per ottenere a sé e ai loro cari redenzione, sicurezza di vita e salute.

 

Il celebrante chiama attorno all'altare la Chiesa trionfante

Communicántes, et memóriam venerántes, in primis gloriósæ semper Vírginis Maríæ, Genitrícis Dei et Dómini nostri Iesu Christi: sed et beáti Ioseph, eiúsdem Vírginis Sponsi, et beatórum apostolórum ac mártyrum tuórum, Petri et Pauli, Andréæ, [Iacóbi, Ioánnis, Thomæ, Iacóbi, Philíppi, Bartholomaéi, Matthaéi, Simónis et Thaddaéi: Lini, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni, Ioánnis et Pauli, Cosmæ et Damiáni] et ómnium Sanctórum tuórum; quorum méritis precibúsque concédas, ut in ómnibus protectiónis tuæ muniámur auxílio.

Congiunge le mani e dice:

Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

In comunione con tutta la Chiesa, ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre Vergine Maria, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe, suo sposo, i santi apostoli e martiri: Pietro e Paolo, Andrea, [Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano] e tutti i santi; per i loro meriti e le loro preghiere donaci sempre aiuto e protezione.

 

Con le braccia allargate prosegue:

Hanc ígitur oblatiónem servitútis nostræ, sed et cunctæ famíliæ tuæ, quaésumus, Dómine ut placátus accípias: diésque nostros in tua pace dispónas, atque ab ætérna damnatióne nos éripi et in electórum tuórum iúbeas grege numerári.

Congiunge le mani e dice:

Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

Accètta con benevolenza, o Signore, l'offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti.

 

Congiunge le mani.

Epíclesi Consacratoria

 

L'epíclesi è una preghiera rivolta a Dio Padre che lo sollecita a concedere l'effetto desiderato (qui la transustanziazione) mandando lo Spirito Santo. Tenendo le mani stese sulle offerte, dice:

Quam oblatiónem tu, Deus, in ómnibus, quaésumus, benedíctam, adscríptam, ratam, rationábilem, acceptabilémque fácere dignéris :ut nobis Corpus et Sanguis fiat dilectíssimi Filii tui, Dómini nostri Iesu Christi.

Santifica, o Dio, questa offerta con la potenza della tua benedizione, e degnati di accettarla a nostro favore, in sacrificio spirituale e perfetto, perché diventi per noi il corpo e il sangue del tuo amatissimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo.

Congiunge le mani. Racconto dell'istituzione e consacrazione

È il momento più solenne. Il sacerdote quasi scompare: nel racconto dell'istituzione dell'eucaristia è Gesù che parla per bocca sua e compie il grande prodigio. Il ministrante può avvertire i fedeli con un segno di campanello. Così pure può suonare il campanello ad ogni ostensione.

Nelle formule seguenti le parole del Signore si pronunziano con voce chiara e distinta, come è richiesto dalla loro natura.

Qui, prídie quam paterétur,

La vigilia della sua passione,

prende il pane e tenendolo alquanto sollevato sull'altare prosegue:

accépit panem in sanctas ac venerábiles manus suas,

Egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili

alza gli occhi:

et elevátis óculis in cælum ad te Deum Patrem  suum  omnipoténtem, tibi grátias agens benedíxit,fregit, dedítque discípulis suis, dicens:

e alzando gli occhi al cielo a te Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

inchinandosi leggermente:

AccÍpite et manducÁte ex hoc omnes:

hoc est enim corpus meum,

quod pro vobis tradétur.

Prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio Corpo,

offerto in sacrificio per voi.

Presenta ai fedeli l'ostia consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione.

Poi riprende:

Símili modo, postquam cenátum est,

Dopo la cena, allo stesso modo,

prende il calice e tenendolo alquanto sollevato sull'altare prosegue:

accípiens et hunc præclárum cálicem in sanctas ac venerábiles manus suas, item tibi grátias agens benedíxit, dedítque discípulis suis, dicens:

prese questo glorioso calice nelle sue mani sante e venerabili, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

inchinandosi leggermente:

AccÍpite et bÍbite ex eo omnes:

hic est enim calix sánguinis mei novi et ÆtÉrni testaménti, qui pro vobis et pro multis effundétur in remissiónem peccatórum.

Hoc fÁcite in meam commemoratiónem.

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI: