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Per raggiungere i suoi
scopi educativi, l'Associazione mantiene l'unitarietà di spirito e di
gestione, nelle sue strutture e nelle singole Unità.
Nei mezzi e nelle
applicazioni pratiche essa si differenzia invece secondo le età ed il
sesso, per le diverse esigenze, aspirazioni e problemi delle varie età
e per tenere "debito conto, in tutto il ciclo educativo, della
differenza di sesso e del fine particolare che all'uno e all'altro
sesso la divina provvidenza ha stabilito nella famiglia e nella
società".
Le Unità della sezione
femminile sono distinte in
Cerchi di Coccinelle, Riparti
di Guide e
Fuochi di Scolte; quelle della sezione maschile, in
Branchi di Lupetti,
Riparti di Esploratori e
Clan di Rovers.
Di conseguenza, non ci
possono essere Unità formate con soci di branche e sezioni diverse.
Ai fini dell'educazione
all'altro, alla maturazione affettiva e allo sviluppo della capacità
di amare, l'Associazione attua una specifica pedagogia che viene
identificata con il termine "intereducazione".
Pertanto con
"intereducazione" intendiamo la "educazione all'altro" in senso lato,
non necessariamente in riferimento ad una persona dell'altro sesso. In
questo senso "l'altro" è la persona incontrata, il compagno di scuola,
l'amico, o, in ambito scout uno squadrigliere o un capo.
Inteso questo concetto in
senso così ampio, si può dire che lo scoutismo fa costantemente
intereducazione, in quanto educa i ragazzi e le ragazze a crescere e
maturare prevalentemente nel rapporto con gli altri.
In questo tipo di
educazione gioca un ruolo particolarmente importante l'educazione
all'incontro con l'altro, quando è diverso per sesso e, quindi, per
sensibilità, per carattere e modo di essere.
Ecco il termine
"Intereducazione" acquista spesso un significato più ristretto e più
specifico: non più genericamente "educazione all'altro", ma
"educazione all'altro sesso".
Intereducazione non
significa "educare insieme", quanto piuttosto educare all'altro
partendo dallo sviluppo e dalla valorizzazione delle specificità
proprie di ciascun individuo nel suo essere uomo e donna.
L'Associazione realizza
questo principio operando tramite Unità distinte per età e per sesso.
Storicamente per
qualificare questo tipo di educazione è stato spesso impropriamente
usato il termine "educazione parallela". Questa espressione nel
sottolineare finalità comuni ed analogie metodologiche tra le due
sezioni, suggerisce un rapporto statico di distinzione o, al più, di
complementarità tra i due sessi che è fuori e al di sotto delle
intenzioni dell'Associazione.
L'educazione differenziata è dettata dal voler rispettare e arricchire
gli elementi tipici delle due personalità, maschile e femminile, ma
non può essere fine a se stessa, risultando così uno sterile
schematismo.
Esso è proprio della fase
iniziale della formazione e deve sfociare in una successiva fase di
incontro e di collaborazione, la cui caratteristica è lo scambio delle
ricchezze proprie rispettivamente delle ragazze e dei ragazzi, la
mutua interazione psicologica, affettiva, culturale e spirituale.
L'intereducazione propone
un rapporto di viva interazione tra persone specificatamente diverse.
Altri aspetti
dell'intereducazione sono l'apertura, intesa come trasmissione di vita
autentica e generoso dono di sé, e la gradualità, intesa come rispetto
delle leggi di sviluppo e crescita della persona.
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