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I
colori della nostra bandiera fecero la loro comparsa il 15
Maggio del 1796, quando Napoleone entrò a Milano e impose che le
coorti della regione Lombarda della Repubblica Transpadana
avessero uno "stendardo tricolorato" (1). Non si trattava, però,
di una bandiera nazionale
STRISCE ORIZZONTALI
Queste nacquero solo l'anno dopo, quando Napoleone, occupando
Emilia e Romagna, dette vita alla Repubblica Cispadana. Il
tricolore ne divenne il vessillo il 7 gennaio del 1797 (2): il
modello era quello Francese, ma le strisce erano orizzontali e
al centro c'erano le iniziali "R." e "C." più una faretra con
quattro frecce (a simboleggiare l'unione tra le città di Reggio
Emilia, Bologna, Ferrara e Modena). Con la Repubblica Cisalpina,
nata nel 1797, le strisce, prima orizzontali (3), divennero
verticali (nel 1798). Ma nel 1802 ci fu un nuovo cambiamento: la
Cisalpina divenne Repubblica Italiana e la bandiera mutò ancora
(4). La modifica successiva avvenne tre anni dopo, con
l'istituzione del Regno Italico (21 Maggio 1805). Questa
bandiera durò fino al 1814 (5). Poi, dopo il congresso di
Vienna, il tricolore sparì. riapparve nel 1821, quando divenne
il vessillo della Giovane Italia di Giuseppe Mazzini. Poi, nel
1848, fu innalzato per brevi periodi in Sicilia, in Toscana, a
Venezia e in Lombardia (6).
MAGLIA AZZURRA
Sempre con un tricolore (7), Carlo Alberto combatté la prima
guerra d'indipendenza. Il tricolore con lo stemma di casa
Savoia, sovrastato da una corona (8), divenne dal 17 Marzo del
1861, la bandiera del Regno d'Italia. Da allora l'unico
cambiamento (a parte il simbolo della Repubblica Sociale
Italiana istituito da Mussolini nel 1944, (9)) e avvenuto il 2
Giugno del 1946 (10), quando l'Italia diventata Repubblica optò
per il Tricolore semplice, senza stemmi. Ma l'azzurro, simbolo
dei Savoia, è rimasto nella nostra tradizione: è, ad esempio, il
simbolo della nostra nazionale di calcio.
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